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Statuto Città di Pontecorvo

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Comune

Statuto del Comune di Pontecorvo

CITTà DI PONTECORVO

(Provincia di Frosinone)

Piazza IV Novembre, 1 tel. 0776/76211 Fax 0776/760201

STATUTO DELLA CITTA' DI PONTECORVO

 

Adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 101 del 9 settembre 1991 e n. 11 del 14 febbraio 1992, ai sensi dell'art. 4 della legge 8 giugno 1990, n. 142. CORECO seduta del 07/03/1992, verbale n. 48, decisione n. 1984, pubblicato sul Supplemento Ordinario del BUR Lazio n. 20 del 20/07/1992;

Integrato con deliberazione consiliare n. 95 del 22/12/1999. CORECO seduta del 21/02/2000, decisione n. 292, pubblicato sul Supplemento Ordinario del BUR Lazio n. 20 del 20/07/2000;

Riadottato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 34 del 29/10/2002;

Titolo I

Principi Fondamentali

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Art. 1

Statuto

1. Lo statuto del Comune di Pontecorvo E' l'atto che riconosce ed esprime l'autonomia della comunità Pontecorvese, nonché l'ordinamento dell'Ente e ne costituisce l'espressione istituzionale nella forma della democrazia.

Art. 2

Il Comune

1. Il Comune di Pontecorvo E' ente locale di diritto pubblico, con l'ordinamento ed i poteri stabiliti dalla Costituzione e dalle leggi, secondo i principi della Carta Europea delle Autonomie Locali.

Art. 3

TERRITORIO

1. La circoscrizione del Comune E' costituita dal capoluogo, dalla frazione di S. Oliva, storicamente riconosciuta dalla comunità e dalle contrade Melfi di Sotto, Melfi di Sopra, Noci Giunte, Vetrine, Corneto, Ravano di Sopra, Traversa, Campo Vincenzo, Fontana Merola, Querce S. Maria, Vallario, Via Maggio, Le Cese, Fabbricata, Ravano di Sotto, Farnete, Ponte Teano, S. Esdra, S. Antonio Pietralate, Tordoni, SS. Cosma e Damiano, S. Lucia.

2. II territorio del comune di Pontecorvo si estende per kmq. 88 e gli fanno corona i comuni di Pico, S. Giovanni Incarico, S. Giorgio a Liri, Roccasecca, Castrocielo, Aquino, Pignataro Interamna ed Esperia.

3. I confini geografici che delimitano la superficie del territorio attribuito al comune definiscono la Circoscrizione sulla quale lo stesso esercita le sue funzioni ed i suoi poteri.

4. II comune può estendere i suoi interventi, nel rispetto delle norme di legge, ai propri cittadini che si trovano al di fuori della propria circoscrizione o all'estero, con particolare riferimento alle Comunità localizzate in città estere che si richiamano alla comune origine pontecorvese.

5. La modifica della denominazione delle frazioni può essere disposta dal consiglio comunale previa consultazione popolare.

6. La modifica della denominazione delle borgate E' invece di competenza del consiglio comunale, che vi provvede con deliberazione a maggioranza qualificata.

7. La particolare natura del territorio comunale rende il Comune di Pontecorvo soggetto necessario sia della Comunità Montana, i cui confini sono fissati dalla Regione Lazio, sia del Bacino del Fiume Liri, i cui ambiti sono fissati con la istituzione della Autorità di Bacino.

Art. 4

SEDE COMUNALE

1. II palazzo civico, sede comunale, E' ubicato nel Capoluogo, in Piazza IV Novembre.

2. II trasferimento della sede richiede la modifica dello Statuto, preceduta da referendum popolare.

3. Lo spostamento della sede comunale può essere disposto dal Consiglio Comunale.

Art. 5

Metodo di azione e finalità

1. Il Comune, nell'ambito delle proprie competenze in materia fiscale ed impositiva, assume l'equità fiscale come uno dei principi basilari su cui fonda il prelievo tributario e la convivenza civile della società cittadina.

2. II Comune rappresenta gli interessi della comunità ed esprime il governo della stessa nell'ambito delle competenze locali. Coordina la propria azione con quella dello Stato, della Regione e degli altri enti locali, per lo sviluppo della vita sociale secondo i principi costituzionali, ispirandosi ai valori della democrazia, della partecipazione , della solidarietà e della sussidiarietà. Al fine di raggiungere una migliore qualità dei servizi, il Comune potrà delegare ulteriori funzioni proprie alla comunità Montana, limitatamente alle funzioni consentite dalla legislazione nazionale e regionale.

3. Ai fini di cui sopra il Comune di Pontecorvo:

a) concorre a garantire, nel rispetto delle proprie competenze, il diritto al lavoro, alla salute, all'assistenza sociale, nonché alla tutela della donna e la pari opportunità sotto ogni forma;

b) considera la famiglia, in tutte le sue espressioni, il nucleo fondamentale della società e si impegna alla sua permanente tutela e valorizzazione.

c) promuove tutte le azioni necessarie alla tutela del proprio patrimonio naturale storico, artistico ed ambientale;

d) attua un programmatico ed organico assetto del territorio nel rispetto dell'ambiente a tutela del suolo e delle risorse idriche, promuove iniziative atte a valorizzare la imprenditorialità agricola del proprio territorio nonché a valorizzare il proprio patrimonio boschivo;

e) coordina lo sviluppo economico-sociale favorendo le attività commerciali, artigianali, turistiche, sportive, del tempo libero e realizzando le necessarie infrastrutture;

f) riconosce e promuove il metodo della programmazione come strumento attuativo dei propri obiettivi e finalità;

g) garantisce l'effettiva partecipazione di tutti i cittadini alle scelte politiche ed amministrative dell'ente secondo i principi stabiliti dallo Statuto.

4. Nel rispetto della tradizione, il Comune di Pontecorvo celebra la festività del Santo Patrono il 29 agosto "Martirio di S.Giovanni Battista", secondo quanto determinato con delibera consiliare numero 31 del 21 aprile 1989.

ART. 6

ALBO PRETORIO

1. La Giunta comunale individua nel palazzo civico apposito spazio da destinare ad Albo Pretorio per la pubblicazione degli atti ed avvisi previsti dalla legge, dallo Statuto e dai Regolamenti. La pubblicazione deve garantire l'accessibilità e la facilità di lettura.

Art. 7

Stemma e Gonfalone

1. II Comune di Pontecorvo ha un proprio stemma e un proprio gonfalone.

2. Lo stemma del Comune E' rappresentato da:" Corvo su ponte a tre arcate sormontato da corona a cinque punte".

3. Il Gonfalone del Comune E' costituito da: "Corvo su ponte a tre arcate sormontato da corona a cinque punte con scritta a semicerchio S.P.Q.F.", significante "Senatus Populusque Fraegellae" in ossequio alla antica comunità locale.

4. II regolamento disciplina l'uso dello stemma e del gonfalone, nel rispetto dei principi di legge.

5. Pontecorvo per le sue tradizioni storiche e per i meriti acquisiti dalla sua comunità, fin dal 1496 fu dichiarata città con breve di Alessandro VI; successivamente, nel 1725, veniva confermato, con Apostolica Bolla "In excelsa Sedis" di Benedetto XIII e ancora confermato nel Costituto di Clemente XIV del 28/01/1774;

6. Per le benemerenze acquisite dalla sua popolazione durante la seconda guerra mondiale il Comune E' decorato con medaglia d'argento al valore civile con atto numero 3366 del 31 dicembre 1961 pubblicato il 2 gennaio 1962, e con medaglia di bronzo al valor militare, con atto n. 7290 del 30/101992 pubblicato sulla G.U. n. 75 del 31/3/1993.

7. Nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze ed ogni qualvolta sia necessario rendere ufficiale la partecipazione dell'Ente ad una particolare iniziativa il Sindaco può disporre che venga esibito il Gonfalone comunale accompagnato dallo stesso Sindaco o da un suo delegato.

8. L'uso e la riproduzione del Gonfalone per fini non istituzionali sono vietati, salvo il diritto del Consiglio Comunale di concederne l'uso limitato alle comunità Pontecorvesi di emigrati riconosciuti all'estero e soltanto per finalità di pubbliche manifestazioni riconosciute ed assentite con deliberazione dello stesso Consiglio Comunale.

Art. 8

CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI

1. Il Comune, allo scopo di favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita collettiva può promuovere l'elezione del Consiglio Comunale dei ragazzi.

2. Il Consiglio Comunale dei ragazzi ha il compito di deliberare in via consultiva sugli atti fondamentali nelle seguenti materie: politica ambientale, sport, tempo libero, giochi, rapporti con l'associazionismo , assistenza ai giovani e agli anziani, rapporti con l'UNICEF.

3. Le modalità di elezione ed il funzionamento del Consiglio Comunale dei ragazzi sono stabilite con apposito regolamento.

Titolo II

ORDINAMENTO STRUTTURALE

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CAPO I

ORGANI E LORO ATTRIBUZIONI

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Art. 9

Organi del Comune

1. Sono organi di governo del Comune il Consiglio Comunale, il Sindaco e la Giunta e le rispettive competenze sono stabilite dalla Legge e dal presente Statuto.

2. Il Consiglio Comunale E' organo di indirizzo e di controllo politico e amministrativo.

3. Il Sindaco E' responsabile dell'amministrazione ed E' il legale rappresentante del Comune; egli esercita inoltre le funzioni di ufficiale di governo secondo le leggi dello Stato.

4. La Giunta Comunale collabora con il Sindaco nella gestione amministrativa del Comune e svolge attività propositiva e di impulso nei confronti del Consiglio.

CAPO II

CONSIGLIO COMUNALE

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Art. 10

Consiglio Comunale

1. II Consiglio Comunale E' dotato di autonomia organizzativa e funzionale e, rappresentando l'intera comunità, delibera l'indirizzo politico-amministrativo ed esercita il controllo sulla sua applicazione.

2. L'elezione, la durata in carica, la composizione e lo scioglimento del consiglio comunale sono regolati dalla legge.

3. Il Consiglio Comunale esercita la potestà e le competenze stabilite dalla legge e dallo Statuto e svolge le proprie attribuzioni conformandosi ai principi, alle modalità e alle procedure stabiliti nel presente Statuto e nelle norme regolamentari.

4. Il Consiglio Comunale definisce gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni e provvede alla nomina degli stessi nei casi previsti dalla legge. Detti indirizzi sono valevoli limitatamente all'arco temporale del mandato politico-amministrativo dell'organo consiliare.

5. II Consiglio Comunale conforma l'azione complessiva dell'Ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare imparzialità e corretta gestione amministrativa.

6. Gli atti fondamentali del consiglio devono contenere l'individuazione degli obiettivi da raggiungere nonché le modalità di reperimento e di destinazione delle risorse degli strumenti necessari.

7. Il Consiglio Comunale ispira la propria azione al principio di solidarietà.

Art. 11

PRIMA ADUNANZA

1. La carica di Consigliere Comunale si consegue all'atto della proclamazione degli eletti, contestualmente, cioE' alla elezione della carica di Sindaco.

2. La proclamazione degli eletti incardina il Consigliere Comunale ed il Sindaco nella relativa funzione, ma la pienezza dei poteri per i Consiglieri Comunali si consegue con la adozione della deliberazione di convalida degli eletti.

3. Il Consiglio Comunale neoeletto deve essere convocato in prima seduta nel termine perentorio di giorni dieci dalla proclamazione e deve svolgersi entro i dieci giorni successivi alla convocazione, salvo diversa disposizione legislativa sopraggiunta.

4. L'obbligo della convocazione in prima seduta spetta al Sindaco neoeletto e, qualora questi non provveda nei termini, detta convocazione E' disposta in via sostitutiva dal Prefetto, o da altre Autorità espressamente autorizzate per legge.

5. Il primo adempimento del Consiglio sarà la convalida degli eletti, ivi compresa quella dello stesso Sindaco, con conseguente surrogazione immediata sia per i consiglieri per i quali dovesse essere accertata l'esistenza di cause di ineleggibilità o di incompatibilità, sia dei Consiglieri che abbiano già presentato le proprie dimissioni. L'accertamento di cause di ineleggibilità o di incompatibilità a carico del Sindaco, invece, comporta lo scioglimento dell'intero Consiglio Comunale e la decadenza dello stesso Sindaco neoeletto. La seduta E' pubblica e la votazione E' palese; i Consiglieri Comunali ed eventualmente il Sindaco dei quali E' in discussione la convalida hanno diritto di partecipazione attiva alla seduta ed alla conseguente votazione di convalida o di decadenza. La presenza in aula degli stessi E' anche finalizzata a favorire l'accertamento dell'effettiva consistenza delle eventuali cause di incompatibilità e/o decadenza di cui E' proposta discussione.

6. Il secondo adempimento consiliare E' rappresentato dal ricevimento del giuramento del Sindaco secondo la formula prevista dall'art. 4 della legge 15/05/1997, n. 127 che ha sostituito il comma 6 dell'art. 36 della legge 142/90: "Giuro di osservare lealmente la Costituzione Italiana".

7. Il terzo adempimento consiliare E' rappresentato dalle comunicazioni del Sindaco sulla composizione della Giunta e dall'esame ed approvazione degli indirizzi generali di governo desunti dal programma generale di Amministrazione e costituenti il quadro generale di riferimento delle linee programmatiche di governo e dei progetti da realizzare nel corso del mandato elettivo. Nell'atto di nomina della Giunta E' prevista anche la nomina dell' Assessore Anziano, tale qualifica E' attribuita secondo l'ordine di elencazione degli Assessori .

8. Da ultimo il Consiglio procede alla elezione, tra i propri componenti, della Commissione Elettorale Comunale, ai sensi degli artt. 12 e seguenti del D.P.R. 20 marzo 1967, n. 223.

9. Con separato ma contestuale atto del Sindaco E' altresì nominato anche il Vicesindaco, scelto sempre tra uno degli Assessori Comunali, di emanazione consiliare.

10. Ogni altro conseguente adempimento procedurale E' rinviato al Regolamento Consiliare se non disciplinato dalla legge.

Art. 12

SESSIONI E CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO

1. L'attività del Consiglio si svolge in sessione ordinaria, sessione straordinaria e sessione straordinaria di urgenza. Sono obbligatoriamente sessioni ordinarie quelle convocate per l'esercizio delle funzioni e l'adozione dei provvedimenti concernenti l'esame e l'approvazione del Bilancio preventivo annuale e pluriennale, l'esame e l'approvazione dei conti consuntivi, l'adozione del Piano Regolatore Generale, l'approvazione dei Regolamenti Comunali di competenza consiliare, l'esame e l'approvazione delle linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare durante il mandato politico-amministrativo, nonché le variazioni allo Statuto Comunale che non siano di mero recepimento di disposizioni legislative. Il Consiglio Comunale convocato in sessione ordinaria può discutere anche altri argomenti senza che se ne rinnovi la convocazione in sessione straordinaria.

2. La convocazione del Consiglio e l'ordine del giorno degli argomenti da trattare E' effettuata dal Sindaco di sua iniziativa e su richiesta di almeno un quinto dei consiglieri; in tal caso la riunione deve tenersi entro 20 giorni e devono essere inseriti gli argomenti proposti, purché di competenza consiliare.

3. Non sussiste l'obbligo, per il Sindaco, di ottemperare alla richiesta di convocazione, allorché quest'ultima verta su un oggetto che, in quanto illecito, impossibile e per legge manifestamente estraneo alle competenze dell'Assemblea, in nessun caso potrebbe essere posto all'ordine del giorno.

4. Qualora siano scaduti i venti giorni dalla data di presentazione al protocollo generale della istanza di convocazione come sopra documentata ed il Sindaco, o chi per esso, non abbia provveduto alla convocazione, a tanto provvederà il Prefetto, previa diffida non adempiuta, su comunicazione anche di uno soltanto dei consiglieri richiedenti.

5. Contro il provvedimento di archiviazione E' ammissibile in via amministrativa ed in alternativa al ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, anche ricorso al Prefetto per ottenere il riesame del provvedimento di archiviazione. Tale ricorso amministrativo improprio per essere accoglibile deve essere sottoscritto da tutti i consiglieri che originariamente avevano chiesto la convocazione e deve essere rimesso al Prefetto unitamente ad una copia degli atti impugnati entro il decimo giorno dal ricevimento del decreto di archiviazione.

6. Le sessioni straordinarie urgenti sono convocate esclusivamente dal Sindaco o da chi legittimamente lo sostituisce.

7. Qualora un Consigliere Comunale non ritenga fondate le ragioni dell'urgenza può non presentarsi all'Adunanza e nessun addebito può essere mosso ai Consiglieri assenti, neanche se esse assenze siano consecutive o raggiungano un numero elevato, non essendo rilevanti ai fini del procedimento di pronuncia di decadenza per assenteismo.

8. Ogni Consigliere Comunale può proporre al Consiglio convocato in via d'urgenza la questione preliminare circa la sussistenza delle stesse ragioni in apertura di seduta consiliare. Il Consiglio si pronuncerà su tutte illustrate questioni con unica votazione da assumersi a maggioranza assoluta dei presenti. Qualora sia accolta la eccezione preliminare di non sussistenza delle ragioni di urgenza il Consiglio sarà sospeso e sarà celebrato in una nuova data che sarà fissata immediatamente dal Presidente e che dovrà cadere non prima delle successive ventiquattro ore e non dopo delle quarantotto ore, salvo la facoltà per il Presidente di revocare la disposta convocazione d'urgenza.

9. Il Consiglio Comunale si riunisce, altresì, ad iniziativa del Prefetto nei casi previsti dalla legge e sua espressa richiesta dei revisori dei conti ove riscontrino gravi irregolarità nella gestione dell'Ente; in tale ultimo caso la convocazione deve tenersi entro venti giorni. Qualora siano scaduti i venti giorni dalla data di presentazione al protocollo generale della istanza di convocazione come sopra documentata, a tanto provvederà il Prefetto, previa diffida non adempiuta da parte del Sindaco, su comunicazione del Segretario Generale.

10. Ogni sessione consiliare può articolarsi in più sedute, sia nel caso sia già sancito nell'avviso di convocazione, sia nel caso sopraggiunga una interruzione dei lavori prima dell'esaurimento della trattazione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno.

11. Le sedute che, quindi seguiranno alla prima pur appartenendo alla stessa sessione saranno di seconda convocazione fino all'esaurimento degli argomenti, salvo che il Sindaco non proponga al Consiglio la anticipata conclusione della sessione con conseguente cancellazione degli argomenti non ancora trattati.

12. Nessuna seduta di prima convocazione di qualsiasi sessione può essere dichiarata valida se non sia presente almeno la metà più uno dei Consiglieri Comunali in carica, ivi conteggiato il Sindaco.

13. Nelle sedute di seconda convocazione, invece, il Consiglio delibera con la presenza di almeno la metà dei Consiglieri Comunali assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco e la maggioranza richiesta E' conseguentemente determinata su tale quorum legale.

14. Il Consiglio Comunale E' sempre presieduto dal Sindaco o da chi lo sostituisce nei casi di assenza, impedimento, sospensione o incompatibilità temporanea.

15. Il Consiglio Comunale si riunisce nella sede del Palazzo Comunale, salvo diversa e motivata determinazione del Sindaco, da indicarsi e motivarsi nell'avviso di convocazione.

16. L'ordine del giorno E' predisposto dal Sindaco secondo le modalità stabilite dal Regolamento del Consiglio e può essere integrato con avvisi da notificarsi almeno ventiquattro ore prima della seduta. Non sono ammesse integrazioni nei termini di cui sopra quando gli argomenti da trattarsi siano quelli di cui al primo comma del presente articolo.

17. La documentazione relativa alle pratiche da trattare deve essere messa a disposizione dei consiglieri comunali almeno due giorni prima della seduta nel caso di sessione ordinaria; almeno un giorno prima nel caso di sessione straordinaria e almeno dodici ore prima nel caso di eccezionale urgenza.

18. L'elenco degli argomenti da trattare deve essere affisso all'Albo Pretorio almeno entro il giorno precedente a quello stabilito per la prima adunanza e deve essere adeguatamente pubblicizzato in modo da consentire la più ampia partecipazione dei cittadini.

19. L'avviso di convocazione deve essere notificato dal messo comunale al domicilio dei consiglieri nei seguenti termini:

a) almeno 5 giorni liberi prima di quello stabilito per l'adunanza qualora si tratti di sessione ordinaria;

b) almeno tre giorni liberi prima di quello stabilito per l'adunanza qualora si tratti di seduta straordinaria;

c) almeno ventiquattrore prima dell'adunanza per i casi di somma urgenza e per gli oggetti da trattarsi in aggiunta ad altri già iscritti all'o.d.g.

20. Il Consiglio esprime la propria volontà mediante l'approvazione degli atti collegiali a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, salvo le diverse fattispecie disciplinate per legge, per Statuto o per Regolamento.

21. La volontà del Consiglio Comunale E' consacrata nel verbale di deliberazione redatto dal Segretario Generale, anche in collaborazione con il Vicesegretario ed altri funzionari autorizzati con Regolamento. Nel verbale sono riassunte le motivazioni pro e contro le decisioni che il Consiglio Comunale sta per assumere.

ART. 13

Attribuzioni del Consiglio Comunale.

1. Il Consiglio Comunale E' dotato di autonomia organizzativa e funzionale, rappresentando l'intera comunità, delibera l'indirizzo politico-amministrativo ed esercita il controllo sulla sua applicazione;

2. Il Consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali:

a) statuti dell'ente e delle aziende speciali, regolamenti salva l'ipotesi di cui al D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, art. 48, comma 3, criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi;

b) programmi, relazioni revisionali e programmatiche, piani finanziari, programmi triennali e elenco annuale dei lavori pubblici, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto, il riconoscimento della legittimità o della opportunità e pubblica utilità di debiti maturati fuori bilancio, piani territoriali ed urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe ad essi, pareri da rendere per dette materie;

c) convenzioni tra i comuni e quelle tra i comuni e provincia, costituzione e modificazione di forme associative;

d) istituzione, compiti e norme sul funzionamento degli organismi di decentramento e di partecipazione;

e) organizzazione dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni e aziende speciali, concessione di pubblici servizi, partecipazione dell'ente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi mediante convenzione, nomina del Collegio dei Revisori di conto e la determinazione del relativo compenso;

f) istituzione e ordinamento dei tributi, con esclusione della determinazione delle relative aliquote; disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi;

g) indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza;

h) contrazione dei mutui non previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio comunale ed emissione dei prestiti obbligazionari;

i) spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo;

j) acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrano nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della giunta, del segretario o di altri funzionari;

k) definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni, nonché nomina dei rappresentanti del consiglio presso enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservata dalla legge, ivi compreso la nomina del Collegio dei Revisori del Conto e la determinazione del relativo compenso. Detti indirizzi sono valevoli limitatamente all'arco temporale del mandato politico-amministrativo dell'Organo consiliare.

3. Il Consiglio, nei modi disciplinati dallo statuto partecipa, altresì, alla definizione, all'adeguamento e alla verifica periodica dell'attuazione delle linee programmatiche da parte del Sindaco o del presidente della provincia e dei singoli assessori.

4. Le deliberazioni in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono essere adottate in via d'urgenza da altri organi del Comune o della Provincia, salvo quelli attinenti alle variazioni di bilancio adottate dalla giunta da sottoporre a ratifica del consiglio nei sessanta giorni successivi, a pena di decadenza.

Art. 14

LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO

1. Entro il termine di sessanta giorni, decorrenti dalla data del suo avvenuto insediamento con l'approvazione della deliberazione di convalida degli eletti , sono presentate al Consiglio in sessione ordinaria, da parte del Sindaco, sentita la Giunta , le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare durante il mandato politico-amministrativo.

2. Ciascun Consigliere comunale ha il pieno diritto di intervenire nella definizione delle linee programmatiche, proponendo le integrazioni e le modifiche, mediante presentazione di appositi emendamenti nelle modalità indicate dal Regolamento consiliare.

3. Ogni anno solare ed indicativamente entro il trenta novembre di ogni anno il Consiglio Comunale viene convocato in sessione ordinaria per la verifica della avvenuta attuazione di tali linee programmatiche, esprimendosi sulla relazione di rendiconto programmatico svolta dal Sindaco.

4. E' facoltà del Consiglio Comunale di approvare in tutto o solo in parte tale rendiconto amministrativo, così come E' facoltà dello stesso Consiglio di integrare e/o modificare le linee programmatiche sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero emergere in ambito locale.

5. Al termine del mandato politico-amministrativo il Sindaco presenta all'Organo Consiliare il documento di rendiconto amministrativo relativo allo stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche. Detto documento E' sottoposto all'approvazione del Consiglio, che ne esamina anche lo stato di avvenuta realizzazione.

6. La mancata presentazione del rendiconto amministrativo annuale o la sua mancata approvazione da parte del Consiglio Comunale possono essere fatti valere come motivo di presentazione di mozione di sfiducia nei confronti della Giunta e del Sindaco.

7. La formale proposta di mozione di sfiducia dovrà comunque essere presentata con le specifiche modalità statutarie entro e non oltre il trentesimo giorno dalla scadenza del termine del trenta di novembre di ogni anno. Trascorso tale termine essa non può più essere presentata per tale motivazione.

Art. 15

Il Presidente del Consiglio

1. Il Consiglio Comunale, con votazione segreta a mezzo schede, ed a maggioranza qualificata dei Consiglieri assegnati, può eleggere il Presidente del Consiglio.

2. Spetta agli stessi Consiglieri comunali richiedere, con istanza scritta indirizzata al Sindaco, l'elezione suddetta.

3. Allorquando la istanza di elezione E' sottoscritta da almeno la maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati, il Sindaco E' obbligato a convocare il Consiglio nei successivi venti giorni per procedere alle operazioni di elezione.

4. I poteri del Presidente del Consiglio sono disciplinati dalla legge e, per quanto non in essa previsto, si procederà a norma di Regolamento.

ART. 16

Sedute consiliari

1. Ogni sessione consiliare può articolarsi in una o più sedute sia perché così stabilito fin dalla sua convocazione nel relativo ordine del giorno, sia per l'eventuale interruzione o sospensione della seduta senza che sia contestualmente ultimato il relativo ordine del giorno.

2. Le sedute del Consiglio Comunale di qualunque sessione sono pubbliche e sono aperte anche agli organi di informazione ai quali E' sempre consentita la pubblicazione sintetica dei relativi lavori consiliari nell'ambito del diritto di cronaca . L'eventuale trasmissione radiofonica o televisiva delle sedute consiliari sia in forma integrale sia in forma parziale ma non sintetica, può essere autorizzata solo dal Sindaco o da chi legalmente lo sostituisce, sentiti i Capi Gruppo presenti o, comunque interpellabili. In nessun caso però tali riproduzioni possono essere utilizzate in sostituzione o sostituzione del legale verbale di deliberazione consiliare.

3. Le sedute consiliari sono invece segrete quando sono in discussione atti o proposte finalizzate alla espressione di un giudizio o di un apprezzamento discrezionale sulle qualità soggettive di una persona o di una valutazione dell'azione da questi svolta.

4. L'insediamento di ogni seduta consiliare E' preceduto dall'appello nominativo dei presenti e degli assenti. Se neanche al termine dell'ora di tolleranza da quella prestabilita si raggiunge il quorum, il Presidente, su segnalazione del Segretario, ne ordina lo scioglimento proclamando la seduta deserta.

5. II Consiglio può essere convocato in seduta di seconda convocazione qualora la prima sia andata deserta, o sia venuto meno il numero legale senza la conseguente reintegra al termine del tempo di sospensione di trenta minuti; nelle suesposte ipotesi le sedute sono valide se intervengono almeno un terzo dei consiglieri in carica, ferma restando la eventuale illegittimità di deliberazioni per la cui assunzione la legge o i Regolamenti prevedano una specifica maggioranza. Non E' consentito farsi luogo a sedute di seconda convocazione quando nell'avviso di convocazione della originaria seduta non sia stato indicato il luogo e la data della eventuale seconda seduta.

6. Nel caso in cui una sessione consiliare ordinaria o straordinaria sia stata fin dalla sua convocazione articolata in più sedute queste sono sempre di prima convocazione.

7. Qualora una seduta legalmente aperta sia poi interrotta per il venir meno del numero legale, la sua riconvocazione potrà essere disposta come seduta di seconda convocazione anche nel caso in cui non fosse stata prevista tale ipotesi in sede di prima convocazione.

8. In sede di seconda convocazione il Consiglio Comunale delibera con la presenza dei consiglieri così come previsto dal precedente art. 12, comma 13.

9. Alle sedute consiliari possono sempre partecipare gli assessori esterni eventualmente in carica, ma con il solo diritto di intervento alla discussione e senza diritto di voto. La loro presenza non si computa ai fini del quorum legale per la validità della seduta.

ART. 17

I Consiglieri Comunali

1. La posizione giuridica e lo status dei consiglieri comunali sono regolati dalla legge. Il consiglio comunale rappresenta l'intera comunità alla quale costantemente rispondono i suo componenti, singolarmente e collegialmente.

2. E' consigliere anziano il consigliere che ha riportato il maggior numero di voti, quale maggior cifra individuale. A parità di voti prevale l'anzianità anagrafica dell'età.

3. Le dimissioni dalla carica di consigliere sono rassegnate per iscritto, indirizzate al Consiglio Comunale in persona del suo Presidente ed assunte immediatamente al protocollo generale. Le dimissioni sono efficaci e irrevocabili dalla data di assunzione al protocollo generale dell'Ente e non necessitano di presa d'atto.

4. Le modalità e le forme d'esercizio del diritto di iniziativa e di controllo del consigliere comunale, previste dalla legge, sono disciplinate dal regolamento.

5. Oltre che al Sindaco e alla Giunta, l'iniziativa di atti e provvedimenti di competenza del consiglio comunale, spetta a tutti i consiglieri su ogni questione sottoposta alla competenza del consiglio. Le modalità per la presentazione, l'istruttoria e la trattazione delle proposte dei consiglieri comunali sono stabilite dalla legge, dal presente Statuto e dal Regolamento consiliare. Per rispetto della sovranità popolare viene attribuito tale potere di iniziativa anche al cittadino, secondo le procedure stabilite dal presente Statuto.

6. Ciascun Consigliere E' tenuto ad eleggere domicilio nel territorio comunale se non già residente, presso il quale verranno recapitati gli avvisi di convocazione del Consiglio e ogni altra comunicazione ufficiale; in attesa di tale elezione il Sindaco provvede a far spedire l'avviso di convocazione ed ogni altro atto pertinente alla carica, al domicilio anagrafico del consigliere a mezzo di raccomandata postale con avviso di ricevimento, senza bisogno di osservare altre particolari formalità. La spedizione deve avvenire entro il termine previsto per la consegna dell'avviso al domicilio. Con tale spedizione si considera osservata, ad ogni effetto, l'obbligo di consegna dell'avviso di convocazione e rispettati i termini fissati dalla legge e dal regolamento.

7. Il Sindaco nel prendere atto della comunicazione di dimissioni presentate da uno o più consiglieri deve convocare l'Assemblea in tempo utile per procedere alla surroga dei dimissionari entro e non oltre dieci giorni dalla data di protocollo, pena l'attivazione del procedimento di convocazione ai sensi dell'art. 12, comma 4, per quanto applicabile.

8. Qualora i Consiglieri dimissionari non ancora surrogati siano pari ad almeno la metà più uno di quelli assegnati e quindi il Consiglio Comunale non sia più in grado di validamente riunirsi o nel caso in cui le dimissioni della metà dei Consiglieri siano contestuali il Segretario Generale ne informa il Prefetto e per conoscenza il Sindaco stesso affinché si proceda al formale scioglimento del Consiglio Comunale con contestuale nomina del Commissario.

Art. 18

Diritti e doveri dei Consiglieri Comunali

1. Il consigliere comunale svolge una funzione pubblica non nel proprio interesse ma in quello collettivo della comunità che rappresenta.

2. Ai sensi del precedente comma il Consigliere oltre che evitare di trovarsi in cause di incompatibilità o di decadenza deve altresì evitare di utilizzare per proprio interesse la carica pubblica ricoperta, traendo per se o per altri vantaggi individuali non consoni alla funzione pubblica.

3. L'esercizio delle relative funzioni non E' delegabile né omissibile.

4. Il consigliere comunale ha diritto di ottenere, a richiesta, dagli uffici del comune nonché dalle aziende, istituzioni o enti dipendenti o comunque amministrati, tutte le informazioni e le notizie utili all'espletamento del proprio mandato. Nel rispetto delle procedure regolamentari ha diritto di visionare gli atti ed i documenti, anche preparatori o propedeutici, nonché conoscere ogni altro atto utilizzato ai fini dell'attività amministrativa. Egli E' tenuto al rispetto del segreto d'ufficio ed al non utilizzo delle informazioni e degli atti avuti per il mandato elettivo per finalità diverse da quelle specificamente attribuite.

5. Per assicurare la massima trasparenza ogni consigliere deve comunicare annualmente i redditi posseduti secondo le modalità stabilite nel regolamento consiliare.

6. Al fine di evitare conflitto di interessi deve astenersi dal rendersi contestuale portatore di interessi privati o professionali che siano in contrapposizione con gli interessi collettivi rappresentati in Consiglio Comunale.

7. In ossequio alla pubblicità della funzione il consigliere comunale che non intervenga senza giustificato motivo a tre sedute consiliari ordinarie o straordinarie che non siano prosieguo di una stessa sessione consiliare viene richiamato dal Sindaco a presentare le proprie giustificazioni entro venti giorni dalla notifica dell'addebito ai sensi dell'art. 7 della legge 7.8.1990 n. 241. Qualora trascorso inutilmente tale termine il Consigliere non faccia pervenire valide giustificazioni o tali non siano ritenute dalla maggioranza qualificata del Consiglio Comunale lo stesso consigliere viene dichiarato decaduto con le modalità fissate dal Regolamento.

8. In rispetto del decoro della funzione consiliare con il Regolamento consiliare saranno disciplinate altresì le altre cause di decadenza dalla funzione, purché sia sempre assicurato al consigliere sottoposto a procedimento un adeguato sistema di difesa ed ogni pronuncia sia sempre deliberata a maggioranza qualificata ed a scrutinio segreto.

Art. 19

Gruppi consiliari

1. I consiglieri eletti nella medesima lista formano un gruppo consiliare. Nel caso in cui di una lista sia stato eletto un solo consigliere a questo sono riconosciuti la rappresentanza e le prerogative spettanti ad un gruppo consiliare.

2. Ciascun gruppo comunica al Sindaco il nome del capogruppo entro il giorno precedente la prima riunione del consiglio neo-eletto o immediatamente dopo ogni eventuale nuova nomina. Si intende valida la nomina del capogruppo quando abbia riportato, nell'elezione effettuatasi nell'ambito dei consiglieri eletti in ciascuna lista, il maggior numero di voti. A parità di voti prevale chi ha ottenuto più voti nelle elezioni amministrative. In mancanza di tale comunicazione viene considerato capogruppo il consigliere più "anziano" del gruppo secondo il disposto del secondo comma dell'articolo 13 che precede, purché non facenti parte della Giunta Comunale.

3. Per costituire ulteriori gruppi occorre l'adesione contestuale di almeno tre consiglieri comunali. Eventuali consiglieri dissenzienti dal proprio gruppo possono confluire in un gruppo misto che resterà comunque unico, qualunque sia il numero dei suoi aderenti.

4. II regolamento definisce le competenze, oltre quelle espressamente previste dalla legge, dei capigruppo e i loro rapporti con il sindaco, il consiglio comunale, le commissioni consiliari permanenti e la giunta municipale.

Art. 20

Conferenza dei capigruppo consiliari

1. E' istituita la Conferenza dei capigruppo, presieduta dal Sindaco, alla scopo di rispondere alle finalità generali indicate dall'art. 17, comma 7, del presente Statuto, nonché dall'art. 39, comma 4, del D. Lgs. N. 267/2000.

2. Alla Conferenza dei capigruppo in particolare compete:

a) di pronunciarsi su tutte le questioni che il Sindaco intende sottoporgli;

b) di esprimere parere su questioni riguardanti l'interpretazione del regolamento consiliare o conflitti di competenza tra organi del comune.

Art. 21

COMMISSIONI

1. Il Consiglio Comunale potrà istituire con apposita deliberazione, commissioni permanenti, temporanee o speciali per fini di controllo di indagine, di inchiesta, di studio.

2. Dette Commissioni sono composte solo da consiglieri comunali con criterio proporzionale.

3. Per quanto riguarda le Commissioni aventi funzioni di controllo e di garanzia, la presidenza E' attribuita a consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione.

4. Il funzionamento, la composizione, i poteri, l'oggetto e la durata delle Commissioni verranno disciplinate dal Regolamento del Consiglio Comunale.

5. La delibera di istituzione dovrà essere adottata a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio.

ART. 22

Deliberazioni delle commissioni

1. Le sedute delle commissioni di cui agli articoli che precedono non sono pubbliche. I verbali sono redatti da uno dei componenti la commissione all' uopo designato dal presidente. In essi si dà atto anche della eventuale presenza e partecipazione di soggetti qualificati che il Presidente ritiene utile invitare.

2. I verbali delle sedute delle commissioni consiliari sono firmati da tutti i componenti presenti.

Art. 23

Commissioni di inchiesta

1. Su proposta del Sindaco o su istanza sottoscritta da almeno un terzo dei consiglieri, il consiglio comunale può istituire commissioni di inchiesta per l'accertamento di fatti, atti, provvedimenti, comportamenti tenuti dai componenti degli organi elettivi e dai funzionari ed impiegati comunali, nonché per l'esame di questioni d'interesse locale.

2. La commissione E' nominata dal Sindaco, con propria ordinanza su designazione dei capigruppo in modo da rispecchiare la proporzione tra i gruppi consiliari.

Art. 24

Investitura e durata in carica

1. II consigliere comunale entra in carica all'atto della proclamazione ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal consiglio la relativa deliberazione.

2. Quando il Consiglio Comunale E' chiamato a deliberare la nomina dei consiglieri subentranti ai dimissionari, o decaduti, vi provvede con singole e separate deliberazioni nominative seguendo l'ordine cronologico stabilito dal protocollo, anche in ordine alla eventuale esistenza di cause ostative alla nomina del subentrante e sempre nel rispetto della lista di appartenenza del dimissionario o del decaduto

3. Non si fa luogo alla surroga qualora, ricorrendone i presupposti, si debba procedere allo scioglimento del Consiglio per cessazione della carica per dimissioni contestuali, anche se rese con atti separati dalla metà più uno dei consiglieri assegnati, non computando in tale quorum il Sindaco, in ossequio al principio che un collegio privo di numero legale non ha il potere di cooptare consiglieri per ricostituire quel numero.

4. Verificandosi l'ipotesi di cui al precedente terzo comma il Segretario Generale ne informa immediatamente il Prefetto ai fini dell'esercizio dei poteri sostitutivi conseguenti al venir meno del Consiglio Comunale.

Art. 25

Poteri del consigliere

1. II consigliere esercita il diritto d'iniziativa su questioni sottoposte al consiglio e può formulare interrogazioni, interpellanze e mozioni.

2. L'esame delle proposte di deliberazione e degli emendamenti e subordinato all'acquisizione dei pareri previsti dalla legge, in osservanza del principio del giusto procedimento.

3. Le forme ed i modi per l'esercizio di tali diritti sono disciplinati dal Regolamento.

4. II consigliere comunale, oltre a quanto previsto dall'articolo 43, comma 2, del D. Lgs. n. 267/2000, ha diritto di ottenere, dal funzionario competente, copia degli atti utili all'espletamento del proprio mandato, fermo restando il rispetto del segreto di ufficio ,della specifica normativa regolamentare e dell'uso esclusivo e vincolato connesso agli atti ed alle informazioni avute.

Capo III

GIUNTA COMUNALE

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Art. 26

Giunta Comunale

1. La giunta comunale E' l'organo di governo del Comune ed E' composta dal Sindaco e da un numero massimo di sette Assessori, pari ad un terzo del numero dei consiglieri computando a tal fine il sindaco e procedendo per arrotondamento aritmetico, e da un numero minimo di cinque Assessori pari ad un quarto del numero dei Consiglieri, lasciando al Sindaco la competenza di determinare il numero degli assessori durante il suo mandato dandone comunicazione al Consiglio nella prima seduta utile successiva.

2. Il numero effettivo dei componenti della Giunta E' poi determinato nel programma di Governo di cui al precedente art. 14; ogni variazione del numero degli Assessori assegnati costituisce variazione al programma di governo e deve quindi essere approvata in Consiglio Comunale. In sede di prima applicazione E' consentito al Sindaco di determinarne i componenti entro il novantesimo giorno dalla esecutività del presente Statuto, dandone comunicazione al Consiglio nella prima seduta utile successiva.

3. Adotta tutti gli atti concreti ed idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità dell'ente nel quadro degli indirizzi generali ed in attuazione degli atti fondamentali approvati dal Consiglio Comunale nel rispetto delle competenze stabilite dal D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, recante il T.U. delle leggi sull'Ordinamento degli Enti locali, emanato in attuazione delle delega conferita dall'art. 31 della legge 03/08/1999, n. 265.

4. Il Sindaco nomina i componenti della Giunta , tra cui il Vicesindaco e l'Assessore Anziano le cui funzioni possono essere anche attribuite alla stessa persona fisica e ne da comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alle elezioni, unitamente alla proposta degli indirizzi generali di governo. Quest'ultima E' discussa ed approvata dal Consiglio Comunale.

5. La Giunta Comunale E' composta prevalentemente da assessori nominati tra i consiglieri comunali, ma in essa possono essere nominati non più di n. due assessori scelti dal Sindaco fra gli elettori del Comune di Pontecorvo o di altri Comuni che abbiano i requisiti per essere eletti consiglieri comunali e che siano particolarmente esperti nella branca di competenze affidate al loro mandato.

6. Il Sindaco può revocare uno o più assessori dandone motivata comunicazione all'assessore revocato ed al consiglio comunale nella prima seduta utile.

7. Le cause di ineleggibilità e di incompatibilità, la posizione giuridica, lo status dei componenti l'organo e gli istituti della decadenza e della revoca sono disciplinati dalla legge e dal presente Statuto, anche in via di interpretazione analogica.

8. Oltre i casi di incompatibilità e di decadenza disciplinati per legge, non possono contemporaneamente far parte della giunta gli ascendenti ed i discendenti, l'adottante e l'adottato, i fratelli, i coniugi e gli affini di primo grado.

9. Gli assessori, esclusi i casi di dimissioni singole, restano in carica fino all'insediamento dei successori; in caso di revoca la cessazione dalla carica decorre dalla notifica del provvedimento motivato.

Art. 27

Competenze

1. La giunta Comunale impronta la propria attività ai principi della collegialità, della trasparenza dell'efficacia

2. Alla giunta comunale compete l'adozione di tutti gli atti di amministrazione a contenuto generale o ad alta discrezionalità, nonché di tutti gli atti che per loro natura debbono essere adottati da organo collegiale e non rientrano nella competenza esclusiva del consiglio o dei funzionari comunali ai sensi del D. Lgs. n. 267/2000.

3. La Giunta svolge le funzioni di propria competenza con provvedimenti deliberativi generali con i quali si indica lo scopo e gli obiettivi perseguiti, i mezzi idonei ed i criteri cui dovranno attenersi gli altri uffici nell'esercizio delle proprie competenze gestionali ed esecutive loro attribuite dalla legge e dallo Statuto.

4. La Giunta, in particolare, nell'esercizio di attribuzione di governo:

a) propone al consiglio i regolamenti;

b) elabora linee di indirizzo e predispone disegni e proposte di provvedimenti da sottoporre alle determinazioni del consiglio;

c) assume attività di iniziativa, di impulso e di raccordo con gli organi di partecipazione;

d) modifica le tariffe, mentre elabora e propone al consiglio criteri per la determinazione di quelle nuove;

e) propone criteri generali per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici di qualunque genere ad enti e persone;

f) autorizza il Sindaco a stare in giudizio come attore o convenuto ed approva le transazioni che non comportino riconoscimento i debiti fuori bilancio;

g) esercita, previa determinazione dei costi ed individuazione dei mezzi, funzioni delegate dalla Provincia, Regione e Stato quando non espressamente attribuite dalla legge e dalla statuto ad altro organo;

h) approva gli accordi di contrattazione decentrata, fatta salva la materia riservata alla competenza normativa del consiglio;

i) riferisce annualmente al consiglio sulle proprie attività e sull'attuazione dei programmi;

j) decide in ordine alle controversie sulle competenze funzionali che sorgessero fra gli organi gestionali dell'Ente;

k) approva i progetti di opere pubbliche già inclusi negli atti fondamentali del Consiglio, approva le relative varianti in corso d'opera, i programmi esecutivi e tutti i provvedimenti che non comportano impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio non già ricompresi nei piani economici di gestione e che non siano riservati dalla legge o dal Regolamento ai responsabili dei servizi comunali;

l) approva i regolamenti sull'ordinamento degli uffici e dei servizi nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio;

m) nomina i membri delle Commissioni per i concorsi pubblici;

n) nomina e revoca il direttore generale nel rispetto del regolamento degli uffici;

o) dispone l'accettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni;

p) fissa la data di convocazione dei comizi per i referendum comunali e costituisce l'ufficio elettorale al quale viene poi rimesso l'accertamento della regolarità delle consultazioni;

q) approva il regolamento relativo al nucleo di valutazione ed al controllo strategico;

r) approva il Piano esecutivo di gestione su proposta del Direttore Generale, se nominato, altrimenti del Segretario Generale, e con esso la distribuzione dei carichi di lavoro e delle risorse tra i vari uffici;

s) delibera in ordine alla azione generale di autotutela per quegli atti gestionali posti in essere dai responsabili degli uffici nel rispetto del Regolamento;

t) determina le indennità di funzione del Sindaco e degli Assessori con variazioni in più od in meno rispetto alla misura minima fissata con decreto del Ministro dell'Interno, proponendone al Consiglio Comunale la idonea copertura finanziaria in bilancio;

u) determina eventuali contributi economici aventi carattere di eccezionalità, nei limiti di cui all'art.12 della legge n.241/1990;

v) autorizza il Sindaco a conferire e definire incarichi di responsabili degli uffici e determina i limiti di collaborazione esterna nel rispetto del dettato regolamentare;

w) nomina i professionisti esterni cui conferire incarichi professionali e, se del caso, ne indice relativa gara di affidamento professionale e nomina i collaudatori in corso d'opera

x) approva le risultanze di gara ed aggiudica definitivamente gli appalti, decidendo anche su eventuali reclami, e ne approva i certificati finali di collaudo o di regolare esecuzione;

y) adotta ogni altro atto la cui competenza sia stata ad essa Giunta Comunale riservata dalla legge o dai Regolamenti.

5. La Giunta, altresì, nell'esercizio di attribuzioni organizzatorie:

a) decide in ordine a controversie di competenze funzionali che sorgessero fra gli organi gestionali dell'Ente;

b) determina i misuratori ed i modelli di rilevazione del controllo interno di gestione, su proposta del Nucleo di Valutazione e sentito il Collegio dei Revisori del Conto, secondo i principi stabiliti dal Consiglio;

c) adotta i regolamenti sull'ordinamento degli Uffici e dei Servizi, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio;

d) delibera in ordine alle modalità di nomina del Direttore Generale e ne disciplina i poteri, in conformità dell'art. 108 del D. Lgs. Del 18 agosto 2000, n. 267.

e) disciplina nel Regolamento degli Uffici la nomina di collaboratori esterni cui affidare la responsabilità gestionale di particolari servizi in funzione della loro specifica professionalità.

f) esercita il potere generale di autotutela deliberando in ordine all'annullamento o revoca di atti posti in essere dai singoli Responsabili degli uffici e dei servizi che, su proposta del Direttore Generale, possano recare danni gravi all'Ente o comprometterne gli equilibri generali del bilancio.

Art. 28

FUNZIONAMENTO DELLA GIUNTA

1. La giunta E' convocata e presieduta dal Sindaco, o in caso di assenza o impedimento dal vice-sindaco.

2. Qualora non siano presenti il Sindaco o il vicesindaco la presidenza E' assunta dall'assessore anziano.

3. Per la validità delle adunanze E' richiesta la partecipazione della maggioranza dei componenti in relazione alla sua effettiva composizione, nel numero, cioE', definito in sede di presentazione del programma elettorale, salvo l'ipotesi di prima applicazione.

4. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo i casi per cui E' stabilita una maggioranza speciale.

5. In caso di parità di voti, prevale il voto del Presidente nelle votazioni palesi, mentre nelle fattispecie in cui E' richiesta la votazione segreta occorre sempre il raggiungimento di una maggioranza di voti favorevoli sui voti contrari. Qualora al termine della terza votazione non sia raggiunta la richiesta maggioranza l'atto deliberativo si intende non approvato e sarà ritirato dall'ordine del giorno.

6. La Giunta comunale può provvedere con propria deliberazione a regolamentare lo svolgimento delle sedute ed ogni altro aspetto connesso al proprio funzionamento.

7. II Sindaco stabilisce l'ordine del giorno, secondo le modalità stabilite dal regolamento, se approvato.

8. Le sedute della giunta non sono pubbliche.

9. La giunta può però ammettere alle proprie sedute responsabili dei servizi e degli uffici nonché Consiglieri Comunali titolare di specifiche deleghe anche se non appartenenti al collegio al fine di consentire una maggiore conoscenza delle problematiche in esame.

10. Delle deliberazioni della giunta E' redatto un processo verbale a cura del Segretario comunale, liberamente consultabile dai consiglieri comunali. Tale verbale E' sottoscritto anche dal Presidente e dall' Assessore Anziano.

11. Contrariamente a quanto stabilito per il Consiglio Comunale nelle sedute di Giunta Comunale anche gli Assessori esterni hanno diritto di voto.

Art. 29

Durata in carica

1. La Giunta Comunale dura in carica fino alla proclamazione del Sindaco neoeletto, anche nella ipotesi di mera riconferma, oppure fino alla sua decadenza per dimissioni contestuali di oltre la metà degli assessori assegnati o fino alla loro revoca per determinazione sindacale o per intervenuta approvazione di mozioni di sfiducia consiliare.

2. Nelle prime tre ipotesi il Sindaco provvede alla nomina di una nuova Giunta con le modalità di cui al presente Statuto con facoltà di nominare assessori anche persone già facenti parte della Giunta dimissionaria.

3. Nel caso di revoca della Giunta per mozioni di sfiducia si applicano le disposizioni di cui al successivo art. 29.

Art. 30

REVOCA DELLA GIUNTA COMUNALE PER MOZIONE CONSILIARE

1. Il voto del Consiglio Comunale contrario ad una proposta del Sindaco e/o della Giunta non comporta le dimissioni degli stessi, neanche nella ipotesi di mancata approvazione del rendiconto amministrativo annuale di cui all'art. 14 del presente Statuto.

2. Il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.

3. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei Consiglieri assegnati e viene messa in discussione non prima di giorni dieci e non oltre giorni trenta dalla sua presentazione.

4. Se la mozione viene approvata si procede allo scioglimento del Consiglio ed alla nomina di un commissario il quale assumerà in sé le funzioni di tutti gli Organi Comunali sciolti dal Prefetto.

5. Qualora il Sindaco non provvede alla convocazione del Consiglio, a tanto si sostituirà il Prefetto previo diffida non adempiuta.

6. La seduta consiliare E' pubblica e vi partecipano con diritto di discussione e voto anche gli Assessori ed il Sindaco, che la presiede; salvo il caso di Assessori esterni, i quali partecipano alla discussione senza diritto di voto.

Art. 31

Decadenza della Giunta comunale

1. La decadenza dell'intera giunta comunale E' conseguenza diretta ed immediata delle dimissioni del Sindaco oltre che per altre disposizioni di legge, ma può anche essere provocata dalle dimissioni contestuali di almeno la metà degli Assessori in carica. Tali dimissioni sono presentate per iscritto ed acquisite al protocollo. Possono, altresì, essere presentate all'adunanza della giunta comunale o del consiglio comunale, ma sempre con atto scritto.

2. Le dimissioni del Sindaco raccolte a verbale dal Segretario Comunale in seduta collegiale, sono immediatamente da questi comunicate al Prefetto per l'esercizio dei poteri sostitutivi.

3. La giunta dimissionaria invece resta in carica sino all'insediamento della nuova giunta, nominata dal Sindaco entro i successivi giorni dieci.

4. Non sono ammissibili mozioni di sfiducia consiliare richieste solo nei confronti della Giunta Comunale o nei confronti di singoli Assessori.

Art. 32

Decadenza dalla carica di assessore

1. La decadenza dalla carica di assessore avviene per le seguenti cause:

a) accertamento di una causa di ineleggibilità o di incompatibilità alla carica di consigliere comunale;

b) accertamento di una causa ostativa all'assunzione della carica di assessore;

c) negli altri casi previsti dalla legge.

2. Gli assessori che non intervengono a tre sedute consecutive della giunta, senza giustificato motivo, possono essere revocati dal Sindaco.

3. In caso di pronuncia di decadenza di singoli assessori, si applicano le disposizioni relative alla loro surrogazione mediante nomina da parte del Sindaco.

Art. 33

Revoca degli assessori

1. Alla revoca dei singoli assessori provvede il Sindaco con motivata determinazione scritta dandone comunicazione alla prima seduta utile unitamente alla nomina dei nuovi assessori.

2. La revoca della intera Giunta Comunale comporta la nomina entro i dieci giorni successivi della nuova Giunta e viene presentata al Consiglio Comunale nella prima seduta utile.

3. La determinazione sindacale di revoca di singoli Assessori e di nomina dei relativi sostituti E' non impugnabile né per vizi di forma, né per altri difetti amministrativi essendo atto a stretta valenza politica.

CAPO IV

ATTIVITà DELIBERATIVA DEGLI ORGANI COLLEGIALI

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Art. 34

Deliberazioni del Consiglio e della Giunta

1. Tutti gli organi collegiali previsti dallo Statuto deliberano validamente con l'intervento della metà dei componenti assegnati e a maggioranza dei voti favorevoli sui contrari, salvo maggioranze speciali previste espressamente dalle leggi o dallo Statuto.

2. Tutte le deliberazioni sono assunte, di regola, con votazione palese. Sono da assumere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone, quando venga esercitata una facoltà discrezionale fondata sull'apprezzamento delle qualità soggettive di un persona o sulla valutazione dell'azione da questi svolta.

3. Tutte le proposte di deliberazione da sottoporre al consiglio comunale e alla giunta qualora non siano meri atti di indirizzo o esplicazione del potere di direttiva, debbono essere corredate dal parere di regolarità tecnica espresso dal Responsabile dell'Ufficio competente e, qualora comporti anche un impegno di spesa o una previsione di minore entrata, deve essere richiesto anche il parere di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria della spesa o la non compromissione degli equilibri del bilancio per le minori entrate . Dette proposte, una volta formalizzate secondo gli indirizzi e le direttive impartite dal Sindaco o dall'Assessore competente, sono modificabili solo in sede di loro esame da parte del Consiglio o della Giunta ed esclusivamente attraverso emendamenti. Se l'emendamento, accettato dall'Organo Collegiale, E' da questo ritenuto apportatore di sostanziali variazioni alla proposta iniziale, devono essere nuovamente acquisiti i pareri di cui all'articolo 49 del D. Lgs. n. 267/2000.

4. II parere tecnico, espresso dal responsabile del servizio, dà conto della conformità dell'atto ai criteri e alle regole tecniche proprie della materia oggetto della deliberazione. II parere di regolarità contabile, attestante la copertura finanziaria, espresso dal responsabile di ragioneria, se negativo, deve motivare la non compatibilità della spesa con l'ordinamento contabile e le relative risorse.

5. In nessun caso il parere può censurare il contenuto della proposta di deliberazione per questioni concernenti il merito e deve sempre essere rilasciato nei termini e con le modalità stabilite nel Regolamento; esso non imputa al funzionario la responsabilità dell'atto, ma obbliga il Responsabile alla massima collaborazione con gli Organi proponenti al fine di eliminare,ove possibile,la cause dell'eventuale negatività del parere.

6. L'istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazione sono a cura dei Funzionari responsabili; il deposito degli atti e la verbalizzazione delle sedute del consiglio e della giunta sono curate dal Segretario comunale, secondo le modalità ed i termini stabiliti dal Regolamento.

7. I verbali delle sedute sono firmati dal Presidente, dal Segretario e dal componente anziano del collegio presente alla seduta.

Capo V

IL SINDACO

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Art. 35

Il Sindaco

1. II Sindaco, organo monocratico, E' eletto direttamente dai cittadini con le modalità esplicitamente previste dalla legge ed E' il Capo dell'amministrazione comunale. Esercita le funzioni di ufficiale di governo e di Autorità Sanitaria Locale, che può delegare nei casi previsti dalla legge, nonché le funzioni attribuitegli direttamente dalle leggi, dallo Statuto e dai Regolamenti. Dell'esercizio delle sue funzioni egli risponde politicamente al consiglio comunale ed alla cittadinanza che lo ha eletto.

2. Distintivo del Sindaco E' la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune, da portarsi a tracolla della spalla destra.

3. La legge disciplina le modalità per l'elezione, i casi di incompatibilità e di ineleggibilità all'ufficio di Sindaco, il suo status e le cause di cessazione dalla carica.

4. Egli ha competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo dell'attività degli assessori e degli uffici.

ART. 36

Competenze di amministrazione

1. Il Sindaco ha la rappresentanza generale dell'Ente, può delegare le sue funzioni o parte di esse ai singoli assessori o consiglieri comunali ed E' l'Organo responsabile dell'Amministrazione del Comune; in particolare il Sindaco:

a) ha la rappresentanza istituzionale dell'Ente;

b) ha la direzione unitaria ed il coordinamento dell'attività politico-amministrativa del Comune;

c) nomina ed eventualmente revoca i componenti della Giunta e ne dà comunicazione al Consiglio comunale nella seduta convocata subito dopo l'elezione; attribuisce agli Assessori specifiche deleghe

d) valuta l'opportunità di sospendere l'adozione di atti specifici concernenti l'attività amministrativa dei singoli Responsabili degli Uffici e dei Servizi su motivata richiesta del Direttore Generale o in assenza del Segretario Generale per sottoporli all'esame della Giunta quando tali atti possano recare grave danno all'Ente o compromettere l'equilibrio del bilancio ;

e) promuove ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge, sentita la Giunta;

f) può concludere accordi con i soggetti interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale, sentita la Giunta;

g) adotta le ordinanze contingibili ed urgenti previste dalla legge ;

h) emette i provvedimenti quale Autorità locale sanitaria;

i) assegna gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, secondo disposizioni di legge;

j) adotta i provvedimenti concernenti il personale non assegnati dalla legge ed dal regolamento alle attribuzioni della Giunta, del Segretario Comunale; o dei Responsabili dei Servizi;

k) coordina nell'ambito della disciplina regionale, sentita la Giunta Comunale, gli orari degli esercizi commerciali, degli esercizi pubblici e di apertura al pubblico degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche, al fine di armonizzare l'esplicazione dei servizi all'esigenze complessive e generale degli utenti.;

l) fa pervenire all'ufficio del Segretario Comunale l'atto delle proprie dimissioni con conseguente attivazione delle procedure di scioglimento della Giunta e del Consiglio Comunale da parte del Prefetto ;

m) sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio Comunale, entro quarantacinque giorni dall'insediamento ovvero entro i termini di scadenza del precedente incarico, provvede alla nomina, alla sostituzione, designazione dei rappresentanti del Comune presso Aziende ed Istituzioni, fatta eccezione delle nomine dei rappresentanti del Consiglio a quest'ultimo espressamente riservate dalla legge. In difetto, provvede in via sostitutiva, il Prefetto mediante nomina di Commissario ad acta, previa diffida a provvedere;

n) provvede alla revoca, con provvedimento motivato, dei rappresentanti di cui alla lettera precedente;

o) convoca e presiede il Consiglio Comunale e la Giunta Comunale, anche nei casi contemplati dall'art. 39, comma 2, del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267; assicura l'unità di indirizzo della Giunta promuovendo e coordinando l'attività degli assessori;

p) sovrintende il funzionamento dei servizi e degli uffici, curando che Direttore Generale, se nominato, Segretario Generale e Responsabili degli uffici e dei servizi diano esecuzione alle deliberazioni di Consiglio e di Giunta, nonché adottino nei tempi e nei limiti stabiliti le determinazioni di loro competenza;

q) nomina i Responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna, secondo le modalità ed i criteri stabiliti dagli artt. 109 e 110 del TU delle leggi sull'ordinamento degli EE.LL., D. Lgs. N. 267/2000, nonché dal presente statuto e dal regolamento degli Uffici e dei Servizi

r) nell'ambito dei poteri di rappresentanza stipula le convenzioni, gli accordi fra Enti ed i contratti immobiliari che non siano riferibili alle forniture di beni e servizi, lavori pubblici ed ordinaria gestione dell'Ente;

s) su deliberazione della Giunta Comunale promuove davanti all'autorità giudiziaria i relativi procedimenti attivi e passivi e sta in giudizio quale legale rappresentante dell'Ente direttamente o a mezzo di professionista abilitato da lui proposto alla Giunta Comunale.

t) rilascia attestati di notorietà pubblica.

2. Il Sindaco adempie ad ogni altra attribuzione conferitagli dalla legge e dallo statuto, sovrintende all'espletamento delle funzioni statali e regionali specificamente a lui attribuite o delegate al Comune e che non rientrino nella gestione ordinaria attribuita ai funzionari.

3. Il Sindaco, quale ufficiale di governo assolve alle funzioni attribuitegli dall'art. 54 del D. Lgs. n. 267/2000 e da altre disposizioni di legge.

4. Le dimissioni, l'impedimento permanente, la rimozione, la decadenza ed il decesso del Sindaco comportano la decadenza della Giunta e lo scioglimento del Consiglio, secondo le specifiche disposizioni di legge e del regolamento consiliare.

5. Lo scioglimento del Consiglio Comunale, per qualsiasi motivo decretato nei modi di legge, comporta anche la decadenza del Sindaco e, quindi, anche della Giunta.

Art. 37

Attribuzioni di vigilanza

1. Il Sindaco nell'esercizio delle sue funzioni di vigilanza acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi le informazioni e gli atti, anche riservati, dispone l'acquisizione di atti, documenti e informazioni presso le aziende speciali, le istituzioni e le società per azioni appartenenti o compartecipate dall'Ente, direttamente o tramite i propri rappresentanti legali delle stesse e ne informa il Consiglio Comunale.

2. Egli compie gli atti conservativi dei diritti del Comune che non siano di ordinaria gestione riservata ai Responsabili e, tramite il Segretario Generale, promuove le indagini e le verifiche amministrative sull'intera attività del Comune e dei suoi uffici e servizi.

3. Il Sindaco vigila sulla attività di tutti gli Enti strumentali del Comune o compartecipati dallo stesso per accertare se sia stato dato coerente adempimento alle direttive ed agli indirizzi attuativi espressi dal Consiglio o dalla Giunta.

4. Il potere di vigilanza di cui sopra comporta altresì la potestà di attivare, nel rispetto delle procedure regolamentari, le misure correttive idonee sia ad eliminare le cause della mancata attuazione delle direttive, sia ad eliminare gli effetti nocivi sulla attività del Comune, ivi compresa la rimozione di Funzionari individuati dagli appositi organismi di controllo come responsabili dei disservizi .

5. Il potere di vigilanza si esplica altresì anche nei confronti degli Assessori e della gestione che essi fanno delle deleghe personalmente attribuite, al fine di garantire una univocità di comportamenti in funzione della organicità dell'azione amministrativa che corrisponde alla unità dell'Ente.

Art. 38

Poteri d'ordinanza

1. Il Sindaco, quale capo dell'amministrazione comunale, ha il potere di emettere ordinanze per disporre l'osservanza da parte dei cittadini, di norme di legge e dei Regolamenti o per prescrivere adempimenti o comportamenti resi necessari dall'interesse generale o dal verificarsi di particolari condizioni, sempre che non trattasi di ordinanze relative alla ordinaria gestione degli uffici e dei servizi spettanti ai singoli Responsabili degli uffici.

2. Il Sindaco, quale ufficiale di Governo, adotta provvedimenti contingibili ed urgenti emanando ordinanze in materia di sanità ed igiene, edilizia e polizia locale, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini. Assume in questi casi i poteri ed adotta i provvedimenti previsti dalla legge assumendo la qualifica di Ufficiale di Governo.

3. Sempre quale Ufficiale di Governo il Sindaco irroga tutte le sanzioni e le ammende che la legge prevede come sostitutive al procedimento penale nell'ambito del sistema sanzionatorio depenalizzato, sempre su proposta del Responsabile del competente Ufficio.

4. Gli atti di cui ai precedenti commi debbono essere motivati e sono adottati nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico e con l'osservanza delle norme che regolano i procedimenti amministrativi

Art. 39

Vicesindaco e delegati

1. Il Sindaco, con proprio provvedimento, attribuisce ad un Assessore di estrazione consiliare la qualifica di Vicesindaco con relativo potere di assunzione delle funzioni vicarie in caso di assenza, di impedimento o di sospensione temporanea.

2. In caso di dimissione, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Sindaco, le funzioni dello stesso sono svolte dal Vicesindaco, fino alla conclusione delle nuove elezioni comunali.

3. Il Vicesindaco sostituisce il Sindaco anche in caso di sospensione dall'esercizio delle funzioni, adottata ai sensi dell'art. 59 del D. Lgs. n. 267/2000.

4. Il Sindaco ha facoltà di assegnare ad ogni Assessore funzioni ordinate organicamente per gruppo di materie e con delega a firmare gli atti di straordinaria gestione amministrativa nonché di attivare le procedure deliberative nelle specifiche materie di propria competenza, senza invadenza alcuna nelle materie oggetto di altra delega.

5. Il Sindaco può modificare l'attribuzione dei compiti e delle funzioni di ogni Assessore ogni qualvolta lo ritenga opportuno per motivi di coordinamento e funzionalità, nonché determinarne gli esatti contenuti della delega e dei poteri di rappresentanza con le relative responsabilità.

6. Le deleghe e le eventuali relative modifiche e revoche devono essere fatte per iscritto, notificate all'interessato, pubblicate all'Albo Pretorio e comunicate al Consiglio nella prima seduta utile, con semplice potere di presa d'atto da parte di quest'ultimo.

7. Il Sindaco, quando particolari motivi lo esigono, può delegare ad uno o più Consiglieri l'esercizio di funzioni amministrative di sua competenza inerenti a specifiche attività o servizi, dandone comunicazioni al Consiglio.

TITOLO III

ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE POPOLARE

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Capo I

INIZIATIVE POPOLARI

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Art. 40

Principi generali

1. Il Comune di Pontecorvo valorizza le autonome forme associative e di cooperazione dei cittadini attraverso le forme di incentivazione previste dai successivi articoli e può autorizzare la diretta partecipazione di esse al procedimento amministrativo o idonee forme di consultazione e di accesso agli atti amministrativi.

2. I criteri generali e le forme di partecipazione saranno stabiliti periodicamente o in sede di regolamento dal Consiglio Comunale, senza creare diversità di trattamento tra organizzazioni di volontariato appartenenti alle stesse categorie.

Art. 41

Consultazioni popolari

1. L'Amministrazione Comunale può indire consultazioni popolari allo scopo di acquisire pareri e proposte in ordine alle scelte fondamentali di indirizzo amministrativo.

2. Le fattispecie, le procedure e le modalità operative di tali consultazioni saranno stabilite da apposito Regolamento.

3. Non necessitano di ulteriore regolamentazione la presentazione di petizioni popolari o di proposte di iniziativa collettiva previste dal presente Statuto.

Art. 42

Petizioni collettive

1. Chiunque, anche se non residente nel territorio comunale, può rivolgere istanza in forma collettiva agli Organi dell'Amministrazione comunale per sollecitare interventi e questioni di interesse comune o per esporre esigenze di natura collettiva.

2. La raccolta di adesioni può avvenire senza formalità alcuna in calce al testo della petizione, ma la stessa deve contenere necessariamente l'indicazione del domicilio eletto e del rappresentante comune a tutti i sottoscrittori per consentire ogni possibile comunicazione da parte del Sindaco o del Responsabile dell'Ufficio.

3. Qualora la petizione inoltrata al Sindaco sia sottoscritta da persone che siano anche elettori o contribuenti iscritti nei ruoli di questo Comune in un numero complessivo pari ad almeno un decimo della popolazione rilevata come residente secondo l'ultima statistica annuale, si crea l'obbligo giuridico di fornire entro sessanta giorni adeguata risposta scritta a carico del Sindaco o del Responsabile dell'Ufficio.

4. Nella altre ipotesi esse non sono configurabili come petizioni collettive e quindi non creano obbligo alla risposta. Tuttavia quando il contenute delle stesse sia ritenuto di rilevante interesse collettivo possono essere esaminate direttamente o portate all'attenzione della giunta comunale o del consiglio.

Art. 43

Potere di proposta deliberativa dei cittadini

1. I cittadini singoli o associati possono rivolgere all'amministrazione proposte deliberative in tutte le materie che siano di competenza della giunta comunale o del consiglio comunale; di esse il Sindaco invia tempestivamente copia per informazione all'Assessore competente o rispettivamente al presidente della competente commissione consiliare, per l'eventuale espressione di parere in merito, entro i successivi trenta giorni, dandone contestuale informativa al primo sottoscrittore o al sottoscrittore delegato.

2. Entro i successivi sessanta giorni il Sindaco, acquisiti i pareri di cui al comma primo, o senza di essi qualora non siano pervenuti, comunica al sottoscrittore la decisione di ammissibilità o meno della proposta al conseguente esame da parte dell'Organo competente, autorizzando la raccolta delle firme nella quantità necessaria e fissando anche un temine minimo e massimo entro cui essa proposta dovrà essere riconsegnata, completa delle sottoscrizioni richieste, per poter essere esaminata.

3. Se la risposta del Sindaco E' negativa, ciascun consigliere comunale può riproporla come propria nei trenta giorni successivi, a condizione che si tratti di materia di competenza del consiglio comunale.

4. Le proposte di cui sopra devono essere chiaramente articolate e contenere un dispositivo che sia lecito,legittimo e rientrante nei poteri discrezionali od obbligatori del Comune. Esse devono essere sottoscritte in forma leggibile da almeno un decimo degli elettori del Comune di Pontecorvo.

5. II Sindaco E' tenuto comunque a porre all'ordine del giorno del consiglio comunale, entro novanta giorni dall'inoltro, quelle proposte redatte secondo uno schema deliberativo e sottoscritte da almeno il venti per cento dei cittadini elettori alla data di presentazione della proposta. Le firme debbono essere apposte in forma chiara e leggibile e le proposte non possono riguardare le materie oggetto di referendum.

6. Le proposte di deliberazione di iniziativa popolare seguono la stessa procedure delle proposte di iniziativa consiliare, ivi compresa la apposizione dei pareri di cui all'art. 30, da ottenersi prima dell'avvio della pubblica sottoscrizione.

Art. 44

Referendum consultivi

1. I referendum consultivi sono indetti con deliberazione del consiglio comunale ovvero su richiesta di almeno il trenta per cento di cittadini elettori alla data di presentazione della richiesta.

2. I referendum possono riguardare materie di competenza comunale con esclusione delle seguenti:

a) revisione dello Statuto;

b) tributi, tariffe, rette e bilancio;

c) espropriazione per pubblica utilità;

d) elezioni, designazione, nomine, revoche e decadenze;

e) attività amministrative vincolate da leggi statali o regionali;

f) assunzione di mutui ed emissioni di prestiti;

g) personale comunale;

h) strumenti urbanistici;

i) materie già oggetto di analoghe consultazioni nell'ultimo quinquennio.

3. La proposizione dell'iniziativa ha inizio mediante deposito da parte di almeno cinquecento proponenti, iscritti nelle liste elettorali del comune, del testo referendario presso la segreteria comunale.

4. L'ammissibilità del referendum E' deliberata preventivamente dal consiglio comunale nella prima seduta utile, previo parere della competente commissione consiliare.

5. La raccolta delle firme, autenticate nei modi di legge, ed il deposito delle stesse, deve avvenire nel termine di quattro mesi dalla comunicazione di ammissibilità del referendum, da effettuarsi tramite messo comunale a quello dei proponenti all'uopo indicato.

6. Nei trenta giorni successivi al deposito delle firme la proposta e sottoposta al consiglio comunale, con il parere della commissione consiliare e con la valutazione della giunta, per la verifica della regolarità delle operazioni e per la deliberazione di indizione del referendum.

7. II referendum deve tenersi entro novanta giorni dalla esecutività della deliberazione ma non può svolgersi in coincidenza con altre operazioni di voto.

8. II referendum e valido se partecipa alla votazione almeno la metà degli aventi diritto al voto ed e accolto se la risposta affermativa riporta la maggioranza assoluta dei votanti.

9. In caso di esito favorevole il Sindaco E' tenuto a proporre al consiglio comunale un provvedimento avente per oggetto il quesito sottoposto a referendum, entro sessanta giorni dalla proclamazione dell'esito.

10. II Regolamento disciplina ogni altra modalità di attuazione dell'istituto referendario.

ART. 45

Istanze

1. Chiunque, singolo o associato, può rivolgere al Sindaco interrogazioni in merito a specifici problemi o aspetti dell'attività amministrativa;

2. La risposta dell'interrogazione deve essere motivata e fornita entro sessanta giorni dalla interrogazione

Capo II

Diritti dei contribuenti

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Art. 46

Principi generali

1. Il Presente capo disciplina nel rispetto dei principi dettati dalla legge 27/07/2000, n. 212 ed in virtù del disposto di cui all'art. 1, comma 4, della medesima legge, i diritti dei contribuenti, soggetti passivi di tributi locali.

Art. 47

Diritto di accesso, partecipazione e trasparenza

1. In relazione al disposto dell'art. 2 della legge 27/07/2000, n. 212, ciascun cittadino ha libero accesso alla consultazione degli atti dell'amministrazione comunale e dei soggetti, anche privati, che gestiscono servizi pubblici.

2. Possono essere sottratti alla consultazione soltanto gli atti che esplicite disposizioni legislative dichiarano riservati o sottoposti a limiti di divulgazione.

3. La consultazione degli atti di cui al primo comma, deve avvenire senza particolari formalità, con richiesta motivata dell'interessato, nei tempi stabiliti da apposito regolamento.

4. In caso di diniego da parte dell'impiegato o funzionario che ha in deposito l'atto l'interessato può rinnovare la richiesta per iscritto al sindaco del Comune, che deve comunicare le proprie determinazioni in merito entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta stessa.

5. In caso di diniego devono essere esplicitamente citati gli articoli di legge che impediscono la divulgazione dell'atto richiesto.

6. Il regolamento stabilisce i tempi e le modalità per l'esercizio dei diritti previsti nel presente articolo.

ART. 48

DIRITTO DI INFORMAZIONE

1. Tutti gli atti dell'amministrazione, a esclusione di quelli aventi destinatario determinato, sono pubblici e devono essere adeguatamente pubblicizzati.

2. La pubblicazione avviene, di norma, mediante affissione in apposito spazio, facilmente accessibile a tutti, situato nell' atrio del palazzo comunale e su indicazione del sindaco in appositi spazi, a ciò destinati, situati nelle vie e nelle piazze principali.

3. L'affissione viene curata dal segretario comunale che si avvale di un messo e, su attestazione di questi, certifica l'avvenuta pubblicazione.

4. Gli atti aventi destinatario determinato devono essere notificati all'interessato.

5. Le ordinanze, i conferimenti di contributi a enti e associazioni devono essere pubblicizzati mediante affissione.

6. Inoltre, per gli atti più importanti, individuati nel regolamento, deve essere disposta l'affissione negli spazi pubblicitari e ogni altro mezzo necessario a darne opportuna divulgazione.

ART. 49

Conoscenza degli atti e semplificazione

1. L'ufficio tributi assicurerà l'effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati, nel luogo di residenza o dimora abituale desumibili dagli atti esistenti in ufficio opportunamente verificati anche attraverso gli organi di polizia locale. Gli atti saranno comunicati con modalità idonee a garantire che il loro contenuto non sia conosciuto da soggetti diversi dal destinatario.

2. Non si potranno richiedere documenti ed informazioni già in possesso dell'ufficio stesso o di altre pubbliche amministrazioni indicate dal contribuente. Tali documenti ed informazioni dovranno essere eseguite con le modalità previste dall'art. 18, commi 2 e 3, della legge 07/08/1990, n. 241.

3. L'Ufficio tributi dovrà informare il contribuente di ogni fatto o circostanza a sua conoscenza dai quali possa derivare il mancato riconoscimento di un credito ovvero l'irrogazione di una sanzione, richiedendogli di integrare o correggere gli atti prodotti che impediscono il riconoscimento, seppure parziale, di un credito.

4. I modelli di denuncia, le istruzioni ed ogni altra comunicazione saranno tempestivamente messi gratuitamente a disposizione dei contribuenti.

5. Prima di procedere alla notifica degli avvisi di accertamento e/o alla riscossione coattiva di partite derivanti dalle liquidazioni stesse, qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della denuncia o degli atti in possesso dell'ufficio, l'ufficio tributi avrà cura di richiedere al contribuente anche a mezzo del servizio postale, chiarimenti o a produrre i documenti mancanti entro il termine di giorni trenta dalla ricezione della richiesta. La stessa procedura sarà eseguita anche in presenza di un minor rimborso della tassa rispetto a quello richiesto.

Art. 50

Motivazione degli atti-contenuti

1. Gli atti emanati dall'ufficio tributi devono indicare io presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione.

2. Gli atti devono comunque indicare:

a) l'ufficio presso il quale E' possibile ottenere informazioni complete in merito all'atto notificato o comunicato e il responsabile del procedimento.

b) L'organo o l'autorità amministrativa presso i quali E' possibile promuovere un riesame anche nel merito dell'atto in sede di autotutela.

c) Le modalità, il termine, l'organo giurisdizionale o l'autorità amministrativa cui E' possibile ricorrere in caso di atti impugnabili.

3. Sui ruoli coattivi o sugli altri titoli esecutivi deve essere riportato il riferimento al precedente atto di accertamento o di liquidazione.

Art. 51

Tutela dell'affidamento e della buona fede-errori dei contribuenti

1. I rapporti tra contribuente e Comune sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede.

2. Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti del Comune, ancorché successivamente modificate dall'amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni o errori del Comune stesso.

3. Le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria o quando si traduce in una mera violazione formale senza alcun debito di imposta.

Art. 52

Interpello del contribuente

1. Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto al Comune, che risponde entro centoventi giorni, dalla data di ricezione, circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti l'applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti e personali, qualora vi siano obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni stesse. La presentazione dell'istanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria.

2. La risposta del Comune, scritta e motivata, vincola con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell'istanza di interpello e limitatamente al richiedente. Qualora essa non pervenga al contribuente entro il termine di cui sopra, si intende che il Comune concordi con l'interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente. Qualsiasi atto, anche a contenuto impositivo o sanzionatorio, emanato in difformità dalla risposta, anche se desunta ai sensi del periodo precedente, E' nullo.

3. Limitatamente alla questione oggetto dell'istanza di interpello, non possono essere irrogate sanzioni nei confronti del contribuente che non abbia ricevuto risposta dal Comune entro il termine di cui al comma 1.

Capo III

Associazionismo e Volontariato

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Art. 53

ASSOCIAZIONISMO

1. II Comune riconosce e promuove le forme di associazionismo presenti sul proprio territorio.

2. A tal fine, la giunta comunale, a istanza delle interessate, registra le associazioni che operano sul territorio comunale, ivi comprese le sezioni locali di associazioni a rilevanza sovracomunale;

3. Allo scopo di ottenere la registrazione E' necessario che l'associazione depositi in Comune copia dello statuto e comunichi la sede ed il nominativo del legale rappresentante;

4. Non E' ammesso il riconoscimento di associazioni segrete o aventi caratteristiche non compatibili con indirizzi generali espressi dalla Costituzione, dalle norme vigenti e dal presente statuto;

5. Le associazioni registrate devono presentare annualmente il loro bilancio;

6. Il Comune può promuovere e istituire la consulta delle associazioni.

ART. 54

Diritti delle associazioni

1. Ciascuna associazione registrata ha diritto, per il tramite del legale rappresentante o suo delegato, di accedere ai dati di cui E' in possesso l'amministrazione e di essere consultata, a richiesta, in merito alle iniziative dell'ente nel settore in cui essa opera;

2. Le scelte amministrative che incidono sull'attività delle associazioni devono essere precedute dall'acquisizione di pareri espressi dagli organi collegiali delle stesse.

3. I pareri devono pervenire all'ente nei termini stabiliti nella richiesta, che in ogni caso non devono essere inferiori a sessanta giorni.

ART. 55

Contributi alle associazioni

1. Il Comune può erogare alle associazioni, con esclusione dei partiti politici, contributi economici da destinarsi allo svolgimento dell'attività associativa.

2. Il Comune può altresì mettere a disposizione delle associazioni, di cui al comma precedente, a titolo di contributi in natura, strutture, beni o servizi in modo gratuito.

3. Le modalità di erogazione dei contributi o di godimento delle strutture, beni o servizi dell'ente E' stabilita in apposito regolamento, in modo da garantire a tutte le associazioni pari opportunità.

4. Il Comune può gestire servizi in collaborazione con le associazioni di volontariato riconosciute a livello nazionale e inserite nell'apposito albo regionale, l'erogazione dei contributi e le modalità della collaborazione verranno stabilite in apposito regolamento.

5. Le associazioni che hanno ricevuto contributi in denaro o natura dall'ente devono redigere al termine di ogni anno apposito rendiconto che ne evidenzi l'impiego.

ART. 56

Volontariato

1. Il Comune promuove forme di volontariato per un coinvolgimento della popolazione in attività volte al miglioramento della qualità della vita personale, civile e sociale, in particolare delle fasce in costante rischio di emarginazione, nonché per la tutela dell'ambiente.

2. Il volontariato potrà esprimere il proprio punto di vista sui bilanci e programmi dell'ente, e collaborare a progetti, strategie, studi e sperimentazioni.

3. Il Comune garantisce che le prestazioni di attività volontarie e gratuite nell'interesse collettivo e ritenute di importanza generale abbiano i mezzi necessari per la loro migliore riuscita e siano tutelate sotto l'aspetto infortunistico.

CAPO IV

DIFENSORE CIVICO

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Art. 57

Il difensore civico

1. E' prevista, con il presente Statuto, l'istituzione dell'ufficio del Difensore Civico a garanzia dell'imparzialità e del buon funzionamento dell'Amministrazione comunale. E' prevista, altresì, l'adozione di apposito regolamento per il funzionamento di detto ufficio, da approvarsi a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.

2. Il difensore civico E' organo individuale istituito dal Comune attraverso convenzione con altri Enti territoriali o, in mancanza di convenzione, come istituto proprio.

3. Il difensore civico svolge la propria attività in piena libertà ed indipendenza. Non E' sottoposto ad alcuna forma di dipendenza gerarchica o funzionale.

4. Il difensore civico E' eletto dal consiglio comunale, dopo l'adozione del Regolamento, a scrutinio segreto con la maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati, in prima seduta e con la maggioranza assoluta, dei consiglieri assegnati nel caso delle votazioni successive alla prima.

5. All'ufficio di difensore civico deve essere eletta persona che, per esperienze acquisite presso pubbliche amministrazioni o per l'attività professionale svolta, offra garanzia di competenza, di imparzialità e di obiettività di giudizio e possegga i requisiti previsti dall'apposito regolamento.

6. II difensore civico E' funzionario onorario ed acquista la figura di pubblico ufficiale con tutti gli effetti di legge. Presta giuramento nelle mani del Sindaco e davanti al Consiglio Comunale in seduta pubblica, con la formula: "Giuro di adempiere lealmente al mandato ricevuto nel rispetto delle leggi, nell'interesse dei cittadini e per il pubblico bene".

7. II mandato del difensore civico ha durata identica a quella del Consiglio che lo ha eletto e comunque, fino alla prestazione del giuramento da parte del successore. Egli può essere revocato, con la stessa maggioranza dell'elezione, prima della scadenza del mandato solo per gravi e ripetute violazioni di leggi o per accertata inefficienza. E', inoltre, revocato di diritto dall'incarico se si verifica nei suoi confronti una delle situazioni che comporterebbero la sue ineleggibilità o incompatibilità .

8. Al difensore civico si applicano le norme sull'ineleggibilità e incompatibilità previste per l'elezione a consigliere comunale. In particolare non possono essere eletti: i parlamentari; i consiglieri regionali,provinciali e comunali;gli amministratori di Consorzi od Unioni di cui faccia parte il Comune di Pontecorvo; gli Amministratori della comunità Montana di appartenenza; i ministri di culto di qualsiasi religione; i rappresentanti locali, provinciali, territoriali, regionali e nazionali dei partiti politici; i dipendenti comunali; gli amministratori e i dipendenti di persone giuridiche, enti, istituti ed aziende che abbiano rapporti contrattuali continuativi con l'Amministrazione Comunale o che ricevano da essa sovvenzioni o contributi; i liberi professionisti aventi rapporti collaborativi continuativi con il Comune; i familiari ed i parenti o affini entro il quarto grado di Amministratori Comunali o dipendenti comunali o del Segretario Generale.

9. Spetta al difensore civico assicurare, ad istanza di cittadini singoli o associati ovvero di enti pubblici o privati, il regolare svolgimento delle pratiche presso gli uffici dell'amministrazione comunale, segnalando al Sindaco, anche di propria iniziativa, gli abusi, le carenze, le disfunzioni ed i ritardi.

10. Il difensore civico, oltre alle specifiche competenze attribuite dal Regolamento, esercita anche tutte le funzioni di controllo sulle deliberazioni comunali di cui al comma 38 dell'art. 17 della legge n. 127/1997, secondo le modalità e procedure previste dal successivo comma 39, usufruendo dell'ufficio Comunale organizzato con mezzi, arredi e personale attribuitogli dalla Giunta Comunale in quantità e qualità idonea alle funzioni assegnategli.

11. II difensore civico esplica il proprio mandato in piena indipendenza dagli organi del comune. Ha diritto di accedere agli atti di ufficio e non può essergli opposto il segreto di ufficio di cui ai commi due e quattro dell'articolo 24 della legge numero 241 del 1990. E' però, a sua volta, tenuto al segreto di ufficio secondo le norme di legge.

12. L'amministrazione fornisce al difensore civico le risorse finanziarie ed il personale per l'espletamento del mandato.

13. II difensore civico entro il trenta settembre di ogni anno presenta al consiglio comunale una relazione illustrativa dell'attività svolta. Tale relazione viene iscritta all'ordine del giorno del primo consiglio comunale utile.

14. E' riconosciuto, altresì, al Difensore Civico il potere di far pervenire proprie memorie al Presidente del Nucleo di Valutazione, affinché se ne tenga conto nella valutazione generale e personale degli Uffici e dei rispettivi Responsabili.

15. Il difensore civico presenta ogni anno, entro il mese di gennaio, la relazione relativa all'attività svolta nell'anno precedente, illustrando i casi seguenti, le disfunzioni, i ritardi e le illegittimità riscontrate e formulando i suggerimenti che ritiene più opportuni allo scopo di eliminarle. Il difensore civico nella redazione di cui al punto innanzi può altresì indicare proposte rivolte a migliorare il funzionamento della attività amministrativa e l'efficienza dei servizi pubblici, nonché a garantire l'imparzialità delle decisioni. Tale relazione viene iscritta all'o.d.g. del primo consiglio comunale utile.

ART. 58

Rinvio alla norma regolamentare

1. Il Regolamento dovrà prevedere sia le forme ed i tempi di presenza del Difensore Civico nell'Ufficio di appartenenza, sia i suoi poteri di presenza negli organismi pubblici, sia le modalità di svolgimento del suo mandato a difesa della trasparenza e del buon andamento della amministrazione pubblica di riferimento, sia a difesa dei cittadini che ne chiedano l'intervento, senza,in tal caso, ledere in alcun modo i diritti e gli interessi del Comune di Pontecorvo, quale portatore di interessi pubblici e generali.

2. Il Regolamento stabilirà inoltre l'entità e le modalità di erogazione delle indennità economiche dirette a favorire la proficua partecipazione del Difensore Civico alla complessa attività funzionale del Comune di Pontecorvo.

TITOLO IV

ATTIVITà AMMINISTRATIVA

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Capo I

PRINCIPI GENERALI

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Art. 59

Diritto di intervento nei procedimenti

1. Chiunque sia portatore di un diritto o di un interesse legittimo coinvolto in un procedimento amministrativo ha facoltà di intervenirvi, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge o dal regolamento.

2. L'amministrazione comunale deve rendere pubblico il nome del funzionario responsabile della procedura, di colui che E' delegato ad adottare le decisioni in merito e il termine entro cui le decisioni devono essere adottate.

Art. 60

Procedimenti ad istanza di parte.

1. Nel caso di procedimenti a istanza di parte, il soggetto che ha presentato l'istanza può chiedere di essere sentito dal funzionario o dall'amministratore che deve pronunciarsi in merito.

2. Il funzionario o l'amministratore devono sentire l'interessato entro 30 giorni dalla richiesta o nel termine inferiore stabilito dal regolamento.

3. A ogni istanza rivolta a ottenere l'emanazione di un atto o provvedimento amministrativo deve essere data opportuna risposta per iscritto nel termine stabilito dal regolamento, comunque non superiore a sessanta giorni.

4. Nel caso l'atto o provvedimento richiesto possa incidere negativamente su diritti o interessi legittimi di altri soggetti il funzionario responsabile deve dare loro comunicazione della richiesta ricevuta.

5. Tali soggetti possono inviare all'amministrazione istanze, memorie, proposte o produrre documenti entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione.

ART. 61

Procedimenti ad impulso d'ufficio

1. Nel caso di procedimenti a impulso d'ufficio il funzionario responsabile deve darne comunicazione ai soggetti i quali siano portatori di diritti o interessi legittimi che possano essere pregiudicati dall'adozione dell'atto amministrativo, indicando il termine non minore di quindici giorni, salvo i casi di particolare urgenza individuati dal regolamento, entro il quale gli interessati possono presentare istanze, memorie, proposte o produrre documenti.

2. I soggetti interessati possono altresì, nello stesso termine, chiedere di essere sentiti personalmente dal funzionario responsabile o dall'amministratore che deve pronunciarsi in merito;

3. Qualora per l'elevato numero degli interessati sia particolarmente gravosa la comunicazione personale di cui al primo comma E' consentito sostituirla con la pubblicazione ai sensi dell'art. 47 dello Statuto.

Art. 62

Determinazione del contenuto dell'atto

1. Nei casi di cui ai due precedenti articoli,e sempre che siano state puntualmente osservate le procedure previste, il contenuto dispositivo dell'atto non necessariamente deve essere di autonoma provenienza amministrativa, ma può anche essere il risultato di un accordo concertato tra il privato ed il funzionario responsabile. In tale ipotesi E' necessario che l'atto esplicitamente contenga nelle premesse e nella narrativa il richiamo alla avvenuta concertazione e sia poi recepito nell'ordinamento comunale con deliberazione di Giunta Comunale, la quale dia esplicite garanzie che il dispositivo raggiunto sia comunque tale da garantire il pubblico interesse e l'imparzialità dell'Amministrazione Comunale.

Art. 63

Obiettivi dell'attività amministrativa

1. Il Comune informa la propria attività amministrativa ai principi di democrazia, di partecipazione, di trasparenza, di efficienza, di efficacia, di economicità e di semplicità delle procedure.

2. Gli organi di governo del Comune ed i dipendenti responsabili dei servizi sono tenuti a provvedere sulle istanze degli interessati nei modi e nei termini stabiliti dalla legge, dal presente statuto e dai regolamenti di attuazione.

3. Il Comune, allo scopo di soddisfare le esigenze dei cittadini, attua le forme di partecipazione previste dal presente statuto, nonché forme di cooperazione con altri Comuni e con la Provincia.

Art. 64

Servizi pubblici comunali

1. Il Comune può istituire e gestire servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni e servizi o l'esercizio di attività rivolte a perseguire fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità locale.

ART. 65

Forme di gestione dei servizi pubblici.

1. Il Consiglio comunale può deliberare l'esercizio dei pubblici servizi a rilevanza industriale con conferimento della titolarità del servizio a società di capitali individuate attraverso l'espletamento di gare con procedura ad evidenza pubblica.

2. Il Comune non può cedere la proprietà degli impianti, delle reti e delle altre dotazioni destinati all'esercizio dei servizi pubblici a rilevanza industriale.

3. Il Comune, anche in forma associata, può conferire la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali a società di cui detengono la maggioranza, che E' incedibile.

4. Il Consiglio Comunale può deliberare l'istituzione e l'esercizio dei pubblici esercizi privi di rilevanza industriale nelle seguenti forme:

a) istituzione;

b) aziende speciali, anche consortili;

c) società di capitali costituite o partecipate dagli enti locali, regolate da codice civile;

d) in economia, quando non sia opportuno procedere ad affidamenti di cui ai punti a), b), c);

e) a mezzo di convenzioni, accordi di programma, unioni di comuni nonché in ogni altra forma consentita dalla legge.

5. Quando sussistono ragioni tecniche, economiche o di utilità sociale, i servizi di cui al comma 2, possono essere affidati a terzi, in base a procedure ad evidenza pubblica, secondo le modalità stabilite dalle normative di settore.

6. Il Comune può partecipare a società per azioni a prevalente capitale pubblico per la gestione dei servizi che la legge non riserva in via esclusiva al Comune;

7. Il Comune può, altresì, dare impulso e partecipare, anche indirettamente, ad attività economiche connesse ai suoi fini istituzionali avvalendosi dei principi e degli strumenti di diritto comune;

8. I poteri, a eccezione del referendum, che il presente statuto riconosce ai cittadini nei confronti degli atti del Comune sono estesi anche agli atti delle aziende speciali, delle istituzioni e delle società di capitali a maggioranza pubblica.

ART. 66

Aziende speciali

1. Il Consiglio comunale può deliberare la costituzione di aziende speciali, dotate di personalità giuridica e di autonomia gestionale e imprenditoriale, e ne approva lo statuto per l'esercizio dei servizi privi di rilevanza industriale, con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri assegnati;

2. Le aziende speciali informano la loro attività a criteri di trasparenza, di efficacia, di efficienza e di economicità e hanno l'obbligo del pareggio finanziario ed economico da conseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, ivi compresi i trasferimenti.

3. I servizi di competenza delle aziende speciali possono essere esercitati anche al di fuori del territorio comunale, previa stipulazione di accordi tesi a garantire l'economicità e la migliore qualità dei servizi.

ART. 67

Struttura delle aziende speciali

1. Lo statuto delle aziende speciali ne disciplina la struttura, il funzionamento, le attività e i controlli.

2. Sono organi delle aziende speciali il consiglio di amministrazione, il presidente, il direttore e il collegio di revisione.

3. Il presidente e gli amministratori delle aziende speciali sono nominati dal Sindaco fra le persone in possesso dei requisiti di eleggibilità a consigliere comunale dotate di speciale competenza tecnica o amministrativa per studi compiuti, per funzioni esercitate presso aziende pubbliche o private o per uffici ricoperti.

4. Il direttore E' assunto per pubblico concorso, salvo i casi previsti dal TU 2578/1925 in presenza dei quali si può procedere alla chiamata diretta.

5. Il Consiglio comunale provvede alla nomina del collegio dei revisori dei conti, conferisce il capitale di dotazione e determina gli indirizzi e le finalità dell'amministrazione delle aziende, ivi compresi i criteri generali per la determinazione delle tariffe per la fruizione dei beni o servizi.

6. Il Consiglio comunale approva altresì i bilanci annuali e pluriennali, i programmi e il conto consuntivo delle aziende speciali ed esercita la vigilanza sul loro operato.

7. Gli amministratori delle aziende speciali possono essere revocati soltanto per gravi violazioni di legge, documentata inefficienza o difformità rispetto agli indirizzi e alle finalità dell'amministrazione approvate dal Consiglio comunale.

ART. 68

Istituzioni

1. Le istituzioni sono organismi strumentali del Comune privi di responsabilità giuridica ma dotate di autonomia gestionale, per l'esercizio dei servizi privi di rilevanza industriale.

2. La istituzione E' costituita con deliberazione del Consiglio Comunale, approvata a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati, che identifica l'ambito di attività dell'istituzione ed il personale da trasferire all'istituzione stessa.

3. Sono organi delle istituzioni il consiglio di amministrazione, il presidente ed il direttore.

4. Gli organi dell'istituzione sono nominati dal Sindaco, che può revocarli per gravi violazioni di legge, per documentata inefficienza o per difformità rispetto agli indirizzi e alle finalità dell'amministrazione.

5. Il consiglio comunale determina gli indirizzi e le finalità dell'amministrazione delle istituzioni, ivi compresi i criteri generali per la determinazione delle tariffe per la fruizione dei beni o servizi, approva i bilanci annuali e pluriennali, i programmi e il conto consuntivo, ed esercita la vigilanza sul loro operato.

6. Il consiglio di amministrazione provvede alla gestione dell'istituzione deliberando nell'ambito delle finalità e degli indirizzi approvati dal Consiglio comunale.

7. Il Collegio dei revisori del Comune esercita le sue funzioni anche nei confronti dell'istituzione.

8. Il regolamento può anche prevedere forme di partecipazione dei cittadini o degli utenti alla gestione o al controllo dell'istituzione.

Art. 69

SOCIETà DI CAPITALI

1. Il Consiglio comunale può approvare la partecipazione dell'ente a società di capitali per la gestione di servizi pubblici, eventualmente provvedendo anche alla loro costituzione. Nel caso tali società siano titolari della proprietà degli impianti, delle reti e delle altre dotazioni destinati all'esercizio dei servizi pubblici a rilevanza industriale, la maggioranza del capitale deve essere detenuta dal Comune, anche in forma associata con altri enti locali.

2. L'atto costitutivo, lo statuto o l'acquisto di quote o azioni devono esplicitare le finalità pubbliche e sociali perseguite dalla società e devono essere approvati dal consiglio comunale e deve in ogni caso essere garantita la rappresentatività dei soggetti pubblici negli organi di amministrazione.

3. Il Comune sceglie i propri rappresentanti tra i soggetti di specifica competenza tecnica e professionale e nel concorrere agli atti gestionali considera gli interessi dei consumatori e degli utenti.

4. I consiglieri comunali non possono essere nominati nei consigli di amministrazione delle società di capitali.

5. Il sindaco o un suo delegato partecipa all'assemblea dei soci in rappresentanza dell'ente.

6. Il consiglio comunale provvede a verificare annualmente l'andamento della società di capitali e a controllare che l'interesse della collettività sia adeguatamente tutelato nell'ambito dell'attività esercitata dalla società medesima.

ART. 70

Convenzioni

1. Il consiglio comunale, su proposta della giunta, delibera apposite convenzioni da stipularsi con amministrazioni statali, altri enti pubblici o con privati al fine di fornire in modo coordinato servizi pubblici, privi di rilevanza industriale.

2. Le convenzioni devono stabilire i fini, la durata, le forme di consultazione degli enti contraenti, i loro rapporti finanziari e i reciproci obblighi e garanzie.

Art. 71

CONSORZI

1. Il Comune può partecipare alla costituzione di consorzi con altri enti locali per la gestione associata di uno o più servizi privi di rilevanza industriale secondo le norme previste per le aziende speciali in quanto applicabili.

2. A questo fine il consiglio comunale approva, a maggioranza assoluta dei componenti, una convenzione ai sensi del precedente articolo, unitamente allo statuto del consorzio.

3. La convenzione deve prevedere l'obbligo a carico del consorzio della trasmissione al Comune degli atti fondamentali che dovranno essere pubblicati con le modalità di cui all'art. 47, comma 2°, del presente statuto.

4. Il sindaco o un suo delegato fa parte dell'assemblea del consorzio con responsabilità pari alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto del consorzio.

ART. 72

Accordi di programma.

1. Il Sindaco per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata del Comune e di altri soggetti pubblici, in relazione alla competenza primaria o prevalente del Comune sull'opera o sugli interventi o sui programmi di intervento, promuove la conclusione di un accordo di programma per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinare i tempi, le modalità, il finanziamento e ogni altro connesso adempimento.

2. L'accordo di programma, consistente nel consenso unanime del presidente della Regione, del presidente della Provincia, dei sindaci delle Amministrazioni interessate viene definito in un apposita conferenza la quale provvede altresì alla approvazione formale dell'accordo stesso ai sensi dell'art. 34, comma 4°, del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267.

3. Qualora l'accordo sia adottato con decreto del presidente della Regione e comporti variazioni degli strumenti urbanistici, l'adesione del sindaco allo stesso deve essere ratificata dal consiglio comunale entro 30 giorni a pena di decadenza.

TITOLO V

ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEL PERSONALE

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CAPO I

ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEL PERSONALE

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Art. 73

Ordinamento degli uffici

1. L'ordinamento strutturale del comune E' disciplinato da apposito regolamento organico del personale con relativa dotazione organica in unità organizzative, finalizzate allo svolgimento dei servizi funzionali, strumentali e di supporto, secondo il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, la cui approvazione e variazione E' riservata alla Giunta Comunale nel rispetto dei criteri e principi generali approvati dal Consiglio Comunale.

2. L'organizzazione degli uffici e dei servizi deve ispirarsi a principi di flessibilità e razionalizzazione delle strutture mediante una programmazione unitaria dei vari interventi.

3. II regolamento disciplina l'organizzazione secondo il principio in base al quale le funzioni d'indirizzo e di controllo spettano agli organi elettivi, il coordinamento amministrativo E' attribuito al Segretario comunale e la gestione amministrativa E' attribuita ai Responsabili degli uffici e dei servizi, che la esercitano sotto la direzione del Direttore Generale, nel caso in cui presso l'Ente sia stato nominato, altrimenti del Segretario Generale ed avvalendosi degli uffici, in base agli indirizzi del consiglio, in attuazione delle deliberazioni della giunta e delle direttive del Sindaco.

4. II regolamento disciplina i criteri organizzativi, determina l'organigramma delle dotazioni del personale, definisce l'articolazione della struttura e prevede le modalità per l'assegnazione del personale ai servizi e uffici comunali, ai sensi dell'articolo 89 del D. Lgs. 267/2000, nel rispetto del principio della flessibilità e della organizzazione orizzontale delle posizioni funzionali.

ART. 74

Principi strutturali ed organizzativi

1. L'amministrazione del Comune si esplica mediante il perseguimento di progetti ed obiettivi e deve sempre essere improntata ai seguenti principi:

a) organizzazione del lavoro per progetti, per obiettivi e per programmi;

b) previsione di analisi ed individuazione delle forme di produttività e di carichi effettivi di lavoro nonché del grado di efficacia e di efficienza dell'attività svolta da ciascun elemento inserito nell'apparato produttivo;

c) superamento della rigida separazione delle competenze individuali nella divisione del lavoro al fine di conseguire la massima flessibilità delle strutture e del personale nonché la massima collaborazione tra tutti gli uffici coinvolti nei singoli procedimenti;

d) previsione di specifiche forme di individuazione delle responsabilità collegate all'ambito di autonomia decisionale di ogni soggetto, al fine di evitare sia la generalizzazione delle responsabilità sia la elusione della stessa.

2. E' riservata al Regolamento di organizzazione la competenza a tradurre in termini operativi i suddetti principi generali, nonché disciplinare i rapporti di interrelazione tra Uffici comunali e loro preposti; tra essi ed il Segretario Generale; tra l'intero apparato burocratico e gli Organi di Amministrazione nel rispetto delle specificità del proprio ruolo.

3. Il Comune di Pontecorvo adegua il trattamento economico e giuridico dei propri dipendenti alla contrattazione nazionale collettiva e ne recepisce la normativa adeguandola alla proprie esigenze e risorse con atti deliberativi che tengano anzitutto conto delle finalità pubbliche dell'Ente, per cui ogni sottoscrizione di contratto da parte del Rappresentante dell'Amministrazione comunale E' da intendersi come proposta da sottoporre all'esame dell'Organo collegiale competente, se non preventivamente autorizzato.

ART. 75

ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI

1. Il Comune disciplina con appositi atti la dotazione organica del personale e, in conformità alle norme del presente statuto, l'organizzazione degli uffici e dei servizi sulla base della distinzione tra funzione politica e di controllo attribuita al consiglio comunale, al sindaco e alla giunta e funzione di gestione amministrativa attribuita al direttore generale e ai responsabili dei servizi.

2. Gli uffici sono organizzati secondo i principi di autonomia, trasparenza ed efficienza e criteri di funzionalità, economicità di gestione e flessibilità della struttura.

3. La posizione organizzativa di massima dimensione E' rappresentata dall'Ufficio Segreteria ed Affari Generali cui E' preposto il Funzionario avente la qualifica di Vicesegretario Generale, essendo essa finalizzata non solo al raggiungimento dei propri obiettivi e programmi, ma altresì a coadiuvare il Segretario Generale in ogni sua funzione, con particolare riferimento al coordinamento di tutti gli Uffici e Servizi organizzati nell'Ente, secondo il principio della sussidiarietà gestionale.

4. Nello stesso Regolamento la Giunta Comunale può prevedere sia forme di collaborazioni continuative con professionisti ad elevata specializzazione, sia il ricorso al conferimento di incarichi professionali a tempo determinato ai sensi dell'art. 6, comma 4°, della legge n. 127/1997, e successive modifiche ed integrazioni, sia l'utilizzo di personale già appartenente al comparto del Pubblico Impiego mediante la stipula di specifica convenzione di servizio che tenga conto anche del consenso della Amministrazione di appartenenza del funzionario.

5. La Giunta Comunale, nel caso di vacanza del posto o per altri gravi motivi può assegnare, nelle forme e con le modalità previste dal regolamento, la titolarità di uffici e servizi a personale assunto a tempo determinato o incaricato con contratto di lavoro autonomo, ai sensi dell'art. 110 del D. Lgs. n. 267/2000.

6. I contratti a tempo determinato non possono essere trasformati a tempo indeterminato, salvo che non lo consentono alcune norme di legge.

7. I servizi e gli uffici operano sulla base della individuazione delle esigenze dei cittadini, adeguando costantemente la propria azione amministrativa e i servizi offerti, verificandone la rispondenza ai bisogni e l'economicità.

8. Gli orari dei servizi aperti al pubblico vengono fissati per il miglior soddisfacimento delle esigenze dei cittadini.

ART. 76

Regolamento degli uffici e dei servizi

1. Il Comune attraverso il regolamento di organizzazione stabilisce le norme generali per l'organizzazione ed il funzionamento degli uffici e, in particolare, le attribuzioni e le responsabilità di ciascuna struttura organizzativa, i rapporti reciproci tra uffici e servizi e tra questi, il direttore e gli organi amministrativi.

2. I regolamenti si uniformano al principio secondo cui agli organi di governo E' attribuita la funzione politica di indirizzo e di controllo, intesa come potestà di stabilire in piena autonomia obiettivi e finalità dell'azione amministrativa in ciascun settore e di verificarne il conseguimento; al direttore e ai funzionari responsabili spetta, ai fini del perseguimento degli obiettivi assegnati, il compito di definire, congruamente con i fini istituzionali, gli obiettivi più operativi e la gestione amministrativa, tecnica e contabile secondo principi di professionalità e responsabilità

3. L'organizzazione del Comune si articola in unità operative che sono aggregate, secondo criteri di omogeneità, in strutture progressivamente più ampie, come disposto dall'apposito regolamento anche mediante il ricorso a strutture trasversali o di staff intersettoriali.

4. Il Comune recepisce e applica gli accordi collettivi nazionali approvati nelle forme di legge e tutela la libera organizzazione sindacale dei dipendenti stipulando con le rappresentanze sindacali gli accordi collettivi decentrati a sensi delle norme di legge e contrattuali in vigore.

Art. 77

Diritti e doveri dei dipendenti

1. I dipendenti comunali, inquadrati in ruoli organici e ordinati secondo qualifiche funzionali in conformità alla disciplina generale sullo stato giuridico e il trattamento economico del personale stabilito dalla legge e dagli accordi collettivi nazionali, svolgono la propria attività al servizio e nell'interesse dei cittadini.

2. Ogni dipendente comunale E' tenuto ad assolvere con correttezza e tempestività agli incarichi di competenza dei relativi uffici e servizi e, nel rispetto delle competenze dei rispettivi ruoli, a raggiungere gli obiettivi assegnati. Egli E' altresì direttamente responsabile verso il direttore, il responsabile degli uffici e dei servizi e l'amministrazione degli atti compiuti e dei risultati conseguiti nell'esercizio delle proprie funzioni.

3. Il regolamento organico determina le condizioni e le modalità con le quali il Comune promuove l'aggiornamento e l'elevazione professionale del personale, assicura condizioni di lavoro idonee a preservarne la salute e l'integrità psicofisica e garantisce pieno ed effettivo esercizio delle libertà e dei diritti sindacali.

4. L'approvazione dei ruoli dei tributi e dei canoni nonché la stipulazione, in rappresentanza dell'ente, dei contratti già approvati, compete al personale responsabile delle singole aree e dei diversi servizi, nel rispetto delle direttive impartite dal sindaco, dal direttore e dagli organi collegiali.

5. Il personale di cui al precedente comma provvede altresì al rilascio delle autorizzazioni commerciali, di polizia amministrativa, nonché delle autorizzazioni, delle concessioni edilizie e alla pronuncia delle ordinanze di natura non continuatile e urgente.

6. Il regolamento di organizzazione individua forme e modalità di gestione della tecnostruttura comunale.

ART. 78

Funzioni dei responsabili degli Uffici e dei servizi

1. I responsabili degli uffici e dei servizi stipulano in rappresentanza dell'ente i contratti già deliberati, approvano i ruoli dei tributi e dei canoni, gestiscono le procedure di appalto e di concorso e provvedono agli atti di gestione finanziaria, ivi compresa l'assunzione degli impegni di spesa.

2. Essi provvedono altresì al rilascio delle autorizzazioni o concessioni e svolgono inoltre le seguenti funzioni:

a) presiedono le commissioni di gara e di concorso, assumono le responsabilità dei relativi procedimenti e propongono alla giunta la designazione degli altri membri;

b) rilasciano le attestazioni e le certificazioni;

c) emettono le comunicazioni, i verbali, le diffide e ogni altro atto costituente manifestazione di giudizio e di conoscenza, ivi compresi, ad esempio, i bandi di gara e gli avvisi di pubblicazione degli strumenti urbanistici;

d) provvedono alle autenticazioni e alle legalizzazioni;

e) pronunciano le ordinanze di demolizione dei manufatti abusivi e ne curano l'esecuzione;

f) emettono le ordinanze di ingiunzione di pagamento di sanzioni amministrative e dispongono l'applicazione delle sanzioni accessorie nell'ambito delle direttive impartite dal sindaco;

g) pronunciano le altre ordinanze previste da norme di legge o di regolamento a eccezione di quelle di cui all'art. 50 del D. Lgs. n. 267/2000;

h) promuovono i procedimenti disciplinari nei confronti del personale a essi sottoposto e adottano le sanzioni nei limiti e con le procedure previste dalla legge e dal regolamento;

i) provvedono a dare pronta esecuzione alle deliberazioni della giunta e del consiglio e alle direttive impartite dal Sindaco e dal Direttore Generale, se nominato, altrimenti dal Segretario Generale;

j) forniscono al Direttore Generale, se nominato, altrimenti dal Segretario Generale, nei termini di cui al regolamento di contabilità elementi per la predisposizione della proposta di piano esecutivo di gestione;

k) autorizzano le prestazioni di lavoro straordinario, le ferie, i recuperi, le missioni del personale dipendente, secondo le direttive impartite dal Direttore Generale, se nominato, altrimenti dal Segretario Generale, e dal Sindaco;

l) concedono le licenze agli obiettori di coscienza presso in servizio presso il comune;

m) rispondono, nei confronti del Direttore Generale, se nominato, altrimenti dal Segretario Generale, del mancato raggiungimento degli obiettivi loro assegnati.

3. I Responsabili degli uffici e dei servizi possono delegare le funzioni che precedono al personale ad essi sottoposto, pur rimanendo completamente responsabili del regolare adempimento dei compiti loro assegnati.

Art. 79

Conferenza dei responsabili degli Uffici e dei Servizi nonché Conferenza di programma.

1. La conferenza dei responsabili degli Uffici e dei Servizi E' convocata e presieduta dal Direttore Generale, o da chi lo sostituisce, che sovraintende e coordina tutti gli Uffici, ex articolo 52 legge 142/90.

2. La conferenza coordina l'attuazione degli obiettivi dell'ente, studia e propone le semplificazioni procedurali nonché le innovazioni tecnologiche necessarie per realizzare la costante evoluzione dell'organizzazione del lavoro. La conferenza definisce le linee di indirizzo per l'attuazione della gestione all'ordinaria amministrazione e della più efficace organizzazione delle risorse umane.

3. I tempi, le modalità di convocazione ed il funzionamento sono disciplinati dal regolamento di organizzazione e dalle direttive del Segretario Generale.

4. Per coordinare l'attuazione di programmi, progetti ed iniziative che richiedono l'intervento di più aree funzionali il Direttore Generale o, in assenza, il Segretario Generale, convoca i Responsabili degli Uffici e servizi interessati in una conferenza di programma la quale adotta le decisioni e promuove i provvedimenti per attuare le deliberazioni adottate dagli organi collegiali del comune.

5. I verbali, redatti da uno dei partecipanti delle riunioni, vengono trasmessi in copia dal Direttore Generale o, in assenza, dal Segretario comunale al Sindaco, salvo che della loro redazione non ne sussista utilità esterna

ART. 80

Segretario comunale.

1. Ai sensi dell'articolo 52, primo comma della legge 8 giugno 1990, numero 142, il comune dispone di un Segretario titolare avente la qualifica di Dirigente Pubblico ed iscritto in apposito Albo Nazionale, territorialmente articolato e regolamentato per legge, o altra normativa nazionale.

2. II Segretario, oltre ad esercitare le competenze previste dall'articolo 51 della summenzionata legge, nel rispetto delle direttive impartitegli dal Sindaco, da cui dipende funzionalmente, sovraintende allo svolgimento delle funzioni dei Responsabili degli Uffici e dei Servizi e ne coordina l'attività; cura l'attuazione dei provvedimenti; provvede ai relativi atti esecutivi e partecipa alle riunioni della Giunta e del Consiglio.

3. II Segretario, coadiuvato dal Vicesegretario Generale e dai Funzionari Responsabili assicura agli organi elettivi il quadro conoscitivo sullo stato di attuazione dei programmi di governo.

4. Lo stato giuridico ed il trattamento economico del Segretario Generale sono stabiliti dalla legge ed attribuito secondo i parametri stabiliti dai contratti collettivi nazionali recepiti nella apposita contrattazione decentrata.

5. II Segretario Generale, nel rispetto delle direttive impartite dal Sindaco e sulla base del personale e delle strutture messe a disposizione dall'amministrazione:

a) assume la direzione complessiva degli uffici sovraintende allo svolgimento delle funzioni dei funzionari responsabili e ne coordina l'attività;

b) cura, attraverso i funzionari responsabili dei servizi, l'attuazione dei provvedimenti;

c) vigila sull'istruttoria delle deliberazioni e provvede, per mezzo dei responsabili dei servizi ed uffici ai relativi atti esecutivi;

d) determina per ciascun tipo di procedimento relativo ad atti di competenza del comune la assegnazione al responsabile dell'istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonché del provvedimento finale inerente al singolo procedimento, nonché eventualmente all'adozione del provvedimento finale, qualora a lui riservato.

6. II Segretario partecipa alle riunioni del consiglio e della giunta e ne cura , anche con l'ausilio di Funzionario di sua fiducia, la redazione dei relativi verbali che sottoscrive insieme al Sindaco e al componente dei predetti organi all'uopo designato dal presente Statuto. Assolve ad ogni altra funzione attribuitagli dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti.

7. II Segretario roga i contratti nei quali l'Ente E' parte, ha interesse o E' beneficiario

8. II Segretario si avvale della struttura, dei servizi e del personale affinché possa realizzare gli obiettivi ed i programmi dell'amministrazione svolgendo la necessaria attività a carattere organizzatorio e provvedimentale.

ART. 81

Direttore Generale

1. La Giunta Comunale, con propria deliberazione assunta ai sensi del comma 68, dell'art. 17 e del comma 10 punto terzo, dell'art. 6 della legge 15/05/1997 n. 127, autorizza la nomina di un Direttore Generale e ne disciplina i poteri e le funzioni soprattutto in relazione alle attribuzioni del Segretario Generale,salvo che le due funzioni non siano riconosciute nella stessa persona.

2. E' competenza della Giunta Comunale fissare le attribuzioni e delimitare i poteri e le funzioni del Direttore Generale, anche scorporandole da quelle che l'art. 51 attribuisce al Segretario Generale e nel rispetto dei poteri fissati dall'art. 6 comma 10 della citata legge n. 127/97.

3. E' competenza del Sindaco designare la persona, avente requisiti di legge, cui attribuire la qualifica di Direttore Generale, anche nella ipotesi di designazione a tale incarico del Segretario Generale in servizio pro-tempore.

4. In attesa della deliberazione di cui ai precedenti commi 1 e 2, il Sindaco, al fine di assicurare comunque l'espletamento delle funzioni che la legge n. 127/97 attribuisce al Direttore Generale, può conferire al Segretario Generale in servizio presso il Comune di Pontecorvo la nomina a Direttore Generale, dandone comunicazione alla Giunta Comunale che ne prende atto.

5. La Giunta Comunale può, con la stessa deliberazione di presa d'atto, promuovere la convenzione fra più comuni anche non contermini, al fine di procedere nei successivi novanta giorni alla nomina di un Direttore Generale diverso dal Segretario Generale, sempre che, nel frattempo, siano stati perfezionati gli atti convenzionali e si sia raggiunta la designazione unanime tra i diversi Sindaci sul nominativo proposto.

6. Qualora la Giunta Comunale prenda atto senza riserva della nomina fatta dal Sindaco o non si riesca a concludere nei novanta giorni citati il procedimento di nomina ai sensi del precedente comma 5, il Segretario Generale consegue la nomina con decorrenza dal provvedimento sindacale non essendo necessario procedere alla delimitazione delle rispettive funzioni, che si fondono nell'unico funzionario.

7. E' riconosciuto al Direttore Generale il potere di emissione delle ordinanze - ingiunzione in tutti i casi sia prevista dalla legge o dai Regolamenti tale forma di recupero di crediti a carico di contribuenti o cittadini inadempienti. Tali ordinanze, proposte dal Responsabile dell'Ufficio competente non necessitano del visto di esecutività dell'Autorità giudiziaria e diventano esecutive con la pubblicazione all'Albo Pretorio da parte del Segretario Generale ed efficaci con la notifica all'interessato.

ART. 82

Attribuzioni gestionali.

1. Al Direttore Generale, anche se individuato e nominato in persona del Segretario Comunale compete l'adozione di atti di gestione, anche con rilevanza esterna, che non comportano attività deliberative e che non siano espressamente attribuiti dalla Statuto ad organi elettivi nonché degli atti che sono espressione di discrezionalità tecnica.

2. In particolare il Direttore Generale adotta i seguenti atti:

a) predisposizione di programmi di attuazione, relazioni, progettazioni di carattere organizzativo, sulla base delle direttive ricevute dagli organi elettivi;

b) organizzazione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali messe a disposizione degli organi elettivi per la realizzazione degli obiettivi e dei programmi fissati da questi organi, ivi compresa la predisposizione degli atti specificamente attribuiti dalla legge e dai regolamenti al Direttore Generale;

c) presidenza delle commissioni di gara e di concorso con l'assistenza di un ufficiale verbalizzante e con l'osservanza dei criteri e principi procedimentali in materia fissati dalla normativa regolamentare dell'Ente;

d) adozione e sottoscrizione di tutti gli atti ed i provvedimenti, anche a rilevanza esterna, per i quali gli sia stata attribuita competenza;

e) direzione di tutta la fase istruttoria delle deliberazioni ed emanazione di tutti gli atti ed i provvedimenti anche esterni conseguenti e necessari per la esecuzione delle deliberazioni;

f) verifica della efficacia e della efficienza dell'attività degli uffici e del personale ad essi proposti, anche mediante la convocazione della conferenza degli uffici e dei servizi, della conferenza di programma e degli organismi di controllo interno;

g) sottoscrizione dei mandati di pagamento congiuntamente a Responsabile dell'Ufficio Ragioneria e Finanze.

ART. 83

Vice Segretario Comunale.

1. La funzione del Vice Segretario Generale, già attribuita al Capo Ripartizione Amministrativa , non più esistente, E' attribuita al Funzionario Responsabile della posizione organizzativa di cui al comma secondo dell'art. 74, comma 3, che sia in possesso dei requisiti di partecipazione al concorso pubblico per Segretario Comunale. Tale funzione rappresenta la posizione economica e professionale apicale nella dotazione organica dei dipendenti del Comune di Pontecorvo .

2. Al Funzionario Responsabile della suddetta posizione organizzativa oltre alle attribuzioni specifiche previste dal mansionario per l'Ufficio assegnato E' altresì attribuito il dovere di collaborare e coadiuvare il Segretario Generale nell'esercizio delle funzioni riconosciutegli dalla legge e dal presente Statuto; sono infine attribuite anche le funzioni vicarie da assolvere nei casi di assenza, di impedimento per motivi di fatto o di diritto del titolare dell'ufficio segretariale, nel rispetto delle procedure di nomina formale stabilite dal D.P.R. n. 465 del 15.12.1997 e dal Regolamento comunale.

3. Qualora il Segretario Generale sia nominato anche Direttore Generale, il potere delle funzioni vicarie si estende anche ai compiti del Direttore Generale assente.

ART. 84

Collaborazioni esterne.

1. II Consiglio comunale può, prevedere, ai sensi dell'articolo 51, comma quinto e settimo, legge n. 142/90, nell'ambito dei criteri e dei principi stabiliti per l'approvazione del Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei servizi, che, per il conseguimento di obiettivi determinati e con contratti a termine, la Giunta Comunale possa decidere di avvalersi di collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità, anche in aggiunta a quelle gia previste e disciplinate delle vigenti norme entro il limite del 5% della dotazione organica.

2. II provvedimento di incarico stabilisce la durata, il compenso e la collocazione dell'incaricato a supporto della struttura dell'Ente.

CAPO II

LA RESPONSABILITà

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Art. 85

Responsabilità dei contabili .

1. II tesoriere ed ogni altro contabile che abbia maneggio di denaro del comune o sia incaricato della gestione dei beni comunali, nonché chiunque si ingerisca, senza legale autorizzazione, nel maneggio del denaro del comune, deve rendere il conto della gestione ed E' soggetto oltre che alla giurisdizione della giustizia amministrativa ed ordinaria, anche a quella della Corte dei Conti secondo le norme e procedure previste dalle vigenti leggi.

2. Gli Amministratori e i dipendenti comunali sono tenuti a risarcire il Comune dei danni derivanti da violazioni di obblighi di servizio.

3. Il Sindaco, il Segretario Generale, il Direttore Generale ed ogni funzionario responsabile che vanga a conoscenza,direttamente o in seguito a rapporto di servizio, di fatti che diano luogo a responsabilità ai sensi del comma precedente sono tenuti ad attivare le procedure di risarcimento del danno procurato all'Ente.

4. In caso di risarcimento infruttuoso o parziale sono tenuti a trasmettere denuncia circostanziata alla Procura Regionale della Corte dei Conti, indicando tutti gli elementi raccolti per l'accertamento della responsabilità e le determinazione dei danni.

TITOLO VI

L'ORDINAMENTO FINANZIARIO

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Art. 86

Finanza comunale e sua regolamentazione

1. L'ordinamento finanziario e contabile del comune E' disciplinato dalla legge.

2. II Consiglio comunale adotta il regolamento di contabilità e quello per la disciplina dei contratti, nel rispetto delle competenze stabilite per legge.

3. II Comune ha autonomia finanziaria fondata su certezze di risorse proprie e trasferite, nell'ambito delle leggi sulla finanza pubblica.

4. II Comune ha, altresì, potestà impositiva autonoma nel campo delle imposte, delle tasse e delle tariffe nei limiti stabiliti dalla legge.

ART. 87

Bilancio e programmazione

1. La programmazione dell'attività del comune E' effettuata dalla giunta sulla base delle risorse finanziarie che risultano effettivamente acquisibili.

2. Essa E' rappresentata mediante il bilancio di previsione annuale, la relazione previsionale e programmatica ed il bilancio pluriennale.

3. La redazione di tali atti deve essere funzionale ad una chiara lettura per programmi, servizi ed interventi.

ART. 88

Nomina Commissario ad acta in conseguenza del mancato rispetto dei termini di approvazione del bilancio

1. Qualora nei termini fissati dal D. Lgs. 267/2000 e da successive norme specifiche non sia stato predisposto dalla Giunta lo schema di bilancio di previsione e, comunque, il Consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema predetto, predisposto dalla Giunta, si procede al commissariamento come segue:

2. Il Segretario comunale attesta con propria nota, da comunicare al Sindaco che sono trascorsi i termini di cui sopra e che occorre procedere al commissariamento.

3. Il Sindaco, ricevuta la comunicazione di cui al precedente comma, convoca entro 48 ore lavorative la Giunta Comunale per nominare il commissario per la predisposizione dello schema e per l'approvazione del bilancio nell'ipotesi di cui all'art. 141, comma 2, del D. Lgs. 267/2000, scegliendolo tra i Segretari comunali o Dirigenti o Funzionari amministrativi in quiescenza, commercialisti di comprovata competenza in campo amministrativo e degli Enti locali in particolare che abbiano almeno svolto un incarico triennale completo presso enti locali, docenti universitari delle materie di diritto amministrativo o degli enti locali.

4. Qualora il Sindaco non provveda a convocare la Giunta nei termini di cui sopra o la Giunta non provveda a nominare il Commissario, il Segretario Comunale informa sull'accaduto il Prefetto, perché provveda a nominare il commissario.

5. Il commissario, nel caso che la Giunta non abbia formulato lo schema di bilancio di previsione nei termini, lo predispone d'ufficio entro dieci giorni dalla nomina.

6. Una volta adottato lo schema di bilancio, il commissario nei successivi cinque giorni, invia a ciascun consigliere, una lettera notificata in forma amministrativa,l'avviso di convocazione della seduta, con l'avvertenza che i consiglieri possano accedere alla documentazione depositata presso la Segreteria, assegnando un termine non superiore a venti giorni per l'approvazione del bilancio. Non si applicano i termini previsti dal regolamento di contabilità per l'approvazione del bilancio di previsione secondo le procedure ordinarie.

7. Qualora il Consiglio non approvi il bilancio entro il termine assegnato dal commissario, questo provvede direttamente entro le successive 48 ore lavorative ad approvare il bilancio medesimo, informando contestualmente dell'avvenuto il Prefetto, affinché avvii la procedura di scioglimento del Consiglio, ai sensi dell'art. 141, comma 2, del D. Lgs. N. 267/2000.

ART. 89

Controllo di gestione

1. La Giunta Comunale con proprio regolamento disciplina i modi ed i termini del controllo interno della gestione mediante la creazione di appositi di nuclei di valutazione e dei controllo strategico.

2. La Giunta comunale dispone, attraverso appositi uffici, il controllo di gestione che deve essere funzionale alla valutazione dell'andamento dell'attività finanziaria ed economica dell'ente, all'accertamento dell'equilibrio del bilancio ed alla verifica dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi prefissati, in collaborazione con il Direttore Generale, se nominato, altrimenti con il Segretario Generale di cui agli artt. 64 e 71 del presente Statuto.

ART. 90

Revisori del conto

1. II regolamento di contabilità disciplinerà l'organizzazione e le modalità di funzionamento dell'ufficio dei revisori dei conti, individuando le funzioni di verifica e di garanzia.

2. Saranno, altresì, previsti i sistemi ed i meccanismi tesi ad assicurare idonee forme di collegamento e cooperazione tra gli organi elettivi e burocratici del comune ed i revisori.

3. Essi esercitano le funzioni attribuitegli dalla legge e dallo Statuto, nell'esercizio delle quali possono disporre ispezioni, convocare i responsabili di ripartizione e dei servizi ed acquisire documenti ritenuti necessari all'espletamento della loro funzione.

4. Essi hanno il diritto di assistere alle sedute del consiglio comunale.

5. Oltre a possedere i requisiti prescritti dalle norme sull'ordinamento delle autonomie locali, devono possedere quelli di eleggibilità previsti per i consiglieri comunali e non ricadere nei casi di incompatibilità previsti dalla stessa.

6. Al fine di garantire imparzialità e l'indipendenza del revisore, il regolamento può prevedere ulteriori cause di incompatibilità .

7. II regolamento, inoltre, disciplina le modalità di revoca e decadenza nonché le modalità ed i limiti del diritto di accesso degli stessi agli atti ed ai documenti.

8. II compenso da corrispondersi ai revisori dei conti verrà determinato secondo quanto previsto dall'art. 6, quarto comma, della legge 15 marzo 1991, n. 80.

ART. 91

ATTIVITà CONTRATTUALIi

1. Agli appalti dei lavori, alla fornitura di beni e servizi, alle vendite, agli acquisti a titolo oneroso, alle permute, alle locazioni, il Comune, di regola, provvede mediante contratti che, per gli appalti di opere, acquisti, alienazioni e somministrazioni devono essere preceduti, di regola, da pubblici incanti con le forme stabilite per i contratti dello Stato.

2. La stipulazione dei contratti deve essere preceduta dalla determinazione del responsabile del procedimento di spesa.

3. La determinazione deve indicare il fine che con il contratto si intende perseguire, l'oggetto, la forma e le clausole ritenute essenziali, nonché le modalità di scelta del contraente in base alle disposizioni vigenti.

TITOLO VII

DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

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Art. 92

Riesame per ius superveniens

1. Le modificazioni soppressive, aggiuntive e sostitutive e l'abrogazione totale o parziale dello Statuto, sono deliberate dal consiglio comunale con la procedura di cui all'art. 6, comma 4, del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267.

2. La proposta di deliberazione di abrogazione totale dello Statuto deve essere accompagnata dalla proposta di deliberazione di un nuovo Statuto in sostituzione di quello precedente. L'approvazione della deliberazione di abrogazione totale dello Statuto comporta l'approvazione del nuovo.

3. Nessuna iniziativa per la revisione o l'abrogazione, totale o parziale, dello Statuto può essere presa, se non sia trascorso almeno un anno dall'entrata in vigore dello Statuto o dell'ultima modifica, salvo variazioni imposte da provvedimenti legislativi.

4. Ogni qualvolta una legge nazione o regionale introduca una normativa non conciliabile con singole disposizioni del presente Statuto il Sindaco propone al Consiglio il recepimento sostanziale delle stesse nei successivi novanta giorni. Essendo l'adeguamento statutario alle citate norme atto dovuto, qualora entro tale termine il Consiglio, sebbene convocato, non vi abbia provveduto, la norma statutaria in contrasto con la legge E' abrogata di diritto. Di tale abrogazione il Segretario Generale ne dà comunicazione al Sindaco, il quale ne informa ogni Consigliere Comunale e ne cura la pubblicazione all'Albo Pretorio.

ART. 93

Adozione dei regolamenti

1. II regolamento interno del Consiglio comunale E' deliberato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente Statuto.

2. Gli altri regolamenti previsti dal presente Statuto, esclusi quello di contabilità e quello per la disciplina dei contratti, sono deliberati entro un anno dalla data di cui al precedente comma.

3. II nuovo regolamento del personale dipendente, dovrà prevedere sulla base dell'attuale stato degli uffici e servizi, per consentire una idonea e tempestiva operatività degli adempimenti di cui al presente Statuto, anche la ristrutturazione dinamica della dotazione organica al fine di consentire il tempestivo adeguamento di esse all'esigenze dell'Ente.

4. Sino all'entrata in vigore dei regolamenti di cui ai precedenti commi continuano ad applicarsi le norme dei medesimi regolamenti vigenti alla data dell'entrata in vigore del presente Statuto, in quanto compatibili con la legge e con lo Statuto.

5. I regolamenti comunali entrano in vigore e diventano obbligatori nel quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che sia altrimenti disposto.

Art. 94

Rinvio

1. Per tutto quanto non disciplinato dal presente Statuto si fa riferimento alla Legge ed ai Regolamenti.

Art. 95

Entrata in vigore

1. Il presente Statuto E' pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione, affisso all'albo pretorio del comune per trenta giorni consecutivi ed inviato al Ministero dell'Interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti.

2. Lo statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all'albo pretorio dell'ente. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.

 

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